Quando la svastica è propaganda

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di Maurizio Molinari –

L’articolo 3 della Costituzione repubblicana che costituisce il vero antidoto ad ogni forma di intolleranza e discriminazione nel nostro Paese. Resta il legittimo interrogativo sul perché un così significativo numero di episodi antiebraici si stia verificando, soprattutto attraverso scritte offensive nei confronti di chiunque. E, in particolare, in una regione come il Piemonte nel cui dna non c’è l’estrema destra ma anzi la lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Maurizio Molinari

Credo che la risposta abbia a che vedere con l’identità stessa dell’estrema destra nel nostro Paese. Si tratta di gruppi molto minoritari, quasi catacombali, che operano molto spesso ai margini della vita pubblica e vivono in una situazione di autoisolamento culturale ma si giovano della cornice di una crescente polarizzazione della vita pubblica, che porta all’affermazione degli estremi.

Questi estremisti percepiscono così la possibilità di uscire dal buio, tornare in superficie ed ottenere ogni sorta di riconoscimenti. Da qui il loro desiderio di reclutare, fare proseliti, al fine di ottimizzare l’attuale inquieta fase politica per rafforzarsi, acquistare spazio, visibilità e in ultima istanza legittimità. Per tali gruppi provare a fare proseliti significa esaltare la propria ideologia d’odio verso il prossimo e questo spiega il moltiplicarsi delle scritte antisemite così come la scelta di farlo in una regione italiana culla della lotta partigiana.

(Lettere al direttore/Stampa)

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Maurizio Molinari

Maurizio Molinari

Giornalista