Quando si confonde
Gaza con Gomorra

Roberto-Saviano

di Roberto Saviano –

Per chi come me ha sempre auspicato l’esistenza pacifica di due Popoli e due Stati per Palestina e Israele, gli eventi di questi giorni segnano la fine di un’utopia.

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Palestinians sling stones during clashes with Israeli troops following a protest against the U.S. decision to relocate it's Israeli embassy to Jerusalem, in the West Bank city of Bethlehem, Monday, May 14, 2018. Several thousand people gathered in the center of Ramallah, while hundreds marched to the Qalandiya crossing on the outskirts of Jerusalem, where protesters threw stones at Israeli troops with their anger fueled by the embassy opening. (ANSA/AP Photo/Majdi Mohammed) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.]

La popolazione civile palestinese e quella israeliana sono letteralmente schiacciate sotto il pugno di ferro del Governo israeliano, il cui esercito fa strage di manifestanti disarmati, al più muniti di fionde, e il fondamentalismo di Hamas, che espone la gente di Gaza alla rappresaglia di Israele. Cosa possiamo fare noi qui? Capire, non tifare e chiedere, soprattutto, che tacciano le armi e si cerchino ora e per il futuro le vie politiche del dialogo.

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“…il pugno di ferro del Governo israeliano, il cui esercito fa strage di manifestanti disarmati al più muniti di fionde”. Se quello che è successo al confine nei drammatici venerdì di sangue, il trasferimento dell’Ambasciata americana, Gerusalemme Capitale, viene analizzato con tanta disarmante superficialità viene forte il sospetto che Saviano abbia confuso Gaza con Gomorra.

(It)

 

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