Quando si confonde il centro sociale
con il Centro Simon Wiesenthal…

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L’assessore De Majo con la maglietta Napoli città ribelle

di Gerardo Verolino –

La comunità ebraica di Napoli e la Federazione Italia Israele non parteciperanno alla cerimonia dell’installazione delle pietre d’inciampo per ricordare le vittime napoletane della Shoah per la presenza inopportuna della signora Eleonora De Majo, assessore alla Cultura del Comune cittadino, che ha insultato, in passato, e a più riprese, gli israeliani definendoli “porci”.

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Gerardo Verolino

La signora De Majo avrebbe fatto bene a trarne una lezione di vita da questa storia, ripensando ai suoi errori, non solo di comunicazione, per non commetterli più e crescere e migliorare come persona che ambisce ad avere dei ruoli pubblici.

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Invece, anziché meditare in un rispettoso silenzio sull’accaduto, ha voluto commentare via facebook la vicenda. “Apprendo dalla stampa-ha scritto-che la comunità ebraica non sarà presente a causa delle mie posizioni contro lo Stato d’Israele. Nel rispetto delle scelte insindacabili di ognuno, ritengo questa sovrapposizione pericolosa e profondamente disonesta intellettualmente”.

Cioè, la signora De Majo, sta affermando che i membri della comunità ebraica, su materie come l’antisemitismo, la storia del popolo ebraico o quella d’Israele, sarebbero intellettualmente disonesti, mentre quella intellettualmente onesta, e soprattutto competente, su questi temi sarebbe lei, che proviene non dal Centro Simon Wiesenthal, per dire, ma dal centro sociale Insurgencia? Ma mi faccia il piacere avrebbe detto Totò.

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