Quattromila in marcia per ricordare
la deportazione degli ebrei genovesi

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“Non c’è futuro senza memoria”. Dietro lo striscione la marcia silenziosa organizzata per l’anniversario della deportazione degli ebrei genovesi avvenuta il 3 novembre del 1943. Il corteo, organizzato dalla Comunità ebraica di Genova, Sant’Egidio e il Centro Culturale Primo Levi, cresce nell’impegno e nella partecipazione: quattromila persone, tra cui insieme anziani giovani e bambini, hanno risalito via Roma, sostato a Galleria Mazzini e raggiunto la sinagoga di via Bertora. marcia-ebrei-genova-antisemitismo-santegidio-3

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La marcia “è diventata ormai una pietra d’inciampo – sottolinea Sergio Casali di Sant’Egidio – deve essere questo l’obiettivo: rompere la routine, che a volte ci impedisce di vedere il disprezzo razzista nella società. Speriamo sia l’inizio di una mobilitazione larga, contro l’indifferenza”.

È da un mese, che i volontari di Sant’Egidio, universitari per lo più, hanno iniziato un lavoro capillare in una trentina di classi di scuole elementari e medie a Cornigliano, al Cep, nel centro storico, a Begato. “Hanno raggiunto almeno cinquecento studenti, per parlare di Shoah ma anche di attualità – spiega Casali – alla marcia, poi, partecipano anche ragazzi di origine africana, e musulmani: è stato un lavoro culturale importante”.

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