“Quel drone iraniano abbattuto
era armato con esplosivi
Doveva bombardare Israele”

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Il premier israeliano Netanyahu mostra alla Conferenza sulla Sicurezza a Monaco  un pezzo del drone iraniano abbattuto

Il drone iraniano partito dalla Siria il 10 febbraio ed intercettato dall’aviazione israeliana «era armato con esplosivi ed era in missione per compiere un attacco in territorio israeliano»: lo ha rivelato il portavoce militare israeliano. Quando l’hanno intercettato, «gli elicotteri da combattimento di Israele – ha aggiunto – hanno sventato l’attacco che l’Iran voleva condurre nel nostro territorio». In reazione  Israele colpì immediatamente la base aerea in Siria da dove era decollato.

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Il portavoce ha spiegato di essere giunto a queste conclusioni «dopo aver esaminato la traiettoria del volo, assieme con un’indagine basata su dati operativi e di intelligence» partita con l’esame dei frammenti del drone abbattuto. Secondo la stampa israeliana quel drone era partito dalla base aerea denominata T-4: la stessa che giorni fa è stata colpita in un nuovo attacco attribuito ad Israele.

In quella base, secondo la stampa, operano forze siriane, iraniane e russe. In un commento la televisione statale israeliana ha ipotizzato che il comunicato odierno del portavoce militare rappresenti una risposta alle critiche espresse negli ultimi giorni dalla Russia secondo cui con il nuovo attacco a T-4, in cui sono rimasti uccisi almeno sette militari iraniani, Israele ha contribuito a destabilizzare la regione. In un’intervista all’emittente il ministro Zahi Hanegbi (Likud) ha ribadito stasera che Israele è determinato ad impedire all’Iran di rafforzare la propria presenza militare in Siria,

(Ansamed)

 

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