Quel maledetto sabato di sangue
nel racconto straziante di Tova

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di Yair Shalom –

La tavola era addobbata, la ricorrenza era speciale. Bisognava festeggiare un nuovo nipotino, l’atmosfera era distesa dopo i difficili giorni di Gerusalemme e gli incidenti e la violenza della spianata delle Moschee. Dopo l’agguato mortale dei terroristi palestinesi. In quei giorni di tensione quella sera di Shabat era una parentesi di serenità.

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Tova Salomon

A raccontare quella maledetta sera è Tova Salomon, ha perso in pochi minuti, il marito e due figli. Un soffio, e la sua vita è stata stravolta. “Ero in cucina , stavo mettendo a posto alcune cose, pulendo dei piatti quando ad un tratto ho sentito bussare alla porta. In un primo momento non ci ho fatto tanto caso, ma quella era una sera di movimento, c’era un bel po’ di gente a casa, ed onestamente non conoscevo neanche tutti. Ad andare ad aprire la porta andò Chaya che improvvisamente vidi cadere all’indietro. E su di lei un ragazzo, molto giovane ad una prima occhiata. In breve lo vidi rialzarsi ed entrare nella sala….”

Chaya Salomon, Yosef Salomon e Elad Salomon

Chaya Salomon, Yosef Salomon e Elad Salomon

Chi sei? Chiesi dopo un primo momento di sbandamento. Ma per tutta risposta cacciò un coltello che mi sembrava sporco di sangue. Un coltello strano, lo notai subito, non ne avevo mai visto uno così. Ma poi venni travolta dagli eventi. Ho visto quel ragazzo scagliarsi all’impazzata, tirare fendenti a chiunque gli andava incontro. Come d’istinto sono andata incontro a Yossi, mio marito, istintivamente cercavo le sue braccia. Ma non ho fatto in tempo: era vicino all’armadio e ad un tratto l’ho visto cadere a terra di colpo. Lasciando dietro di se una scia di sangue. Di colpo ho sentito una lunga scia di caldo attraversarmi la schiena…Tutto era sottosopra accanto a me, vedevo sangue, sangue e sangue ancora. Sono riuscita a strisciare in un’altra stanza e chiudere la porta. Avevo lasciato l’inferno dietro di me.” Tutto è durato solo quindici minuti. Un’eternità.

Tova Salomon ora non vuole più mettere piede a casa sua. “Non posso tornare, non posso più mettere piede in quella casa. Farò prendere le mie cose…Davanti ai miei occhi ho la scena di quella sera maledetta, il sangue. Di colpo si è spezzato il filo della mia vita. Della mia famiglia. No, non potrei mai rimettere piede in quella casa…”

 

 

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