Quelle eccezionali braccia conserte
L’uomo che aveva sposato una ebrea
e che si rifiutò di salutare Hitler

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August Lndmesser quando si rifiutò di salutare Hitler

 di Silvia Morosi e Paolo Rastelli

Una folla adorante. Centinaia di braccia tese per salutare Adolf Hitler. Tutte, tratte due, che restano conserte. In gesto di sfida. Sono quelle di August Landmesser, immortalato nel 1936 al porto di Amburgo, in un’immagine passata alla storia, come racconta il Washington Post. Si ritiene che la fotografia sia stata scattata il 13 giugno 1936, in occasione della cerimonia di inaugurazione della nave Horst, quando Landmesser lavorava presso il cantiere Blohm + Voss e, sino all’ultimo, decise di non sottomettersi alla volontà del Führer. Nello scatto, ritrovato nel 1991, le figlie hanno creduto di riconoscere il padre, anche se l’identità non è mai stata confermata al cento per cento.

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S. Morosi e P. Rastelli

Nel 1931 l’uomo aveva preso la tessera del partito nazionalsocialista per ottenere un lavoro, ma aveva presto intuito la violenta deriva del movimento. Non solo, nel 1934 Landmesser si era innamorato di una donna di religione ebraica – Irma Eckler -, sposata nel 1935 (anche se il matrimonio non venne mai riconosciuto, perché dall’agosto di quell’anno erano entrate in vigore le leggi di Norimberga). Le figlie Ingrid (1935) e Irene (1937) non poterono prendere il cognome del padre per volontà del comune di Amburgo e assunsero quello della madre, ricorda l’Independent.

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August Landmesser

Landmesser fu accusato di ‘disonorare la razza’ ed espulso dal partito. Nel 1937 tentò di fuggire in Danimarca con la famiglia ma venne bloccato alla frontiera. Per aver continuato la relazione con la donna, venne dapprima imprigionato per un breve periodo e liberato a condizione di non ripetere il reato, e nel 1938 condannato a 30 mesi di lavori forzati in un campo di concentramento.

Non avrebbe più rivisto la moglie, arrestata e inviata in un campo di concentramento di Amburgo, prima di essere trasferita in due lager femminili: Oranienburg e Ravensbruck. Morì nel 1942 presso l’istituto sanitario di Bernburg, dove veniva praticata l’eutanasia ai malati mentali. Le figlie, invece, furono affidate ad alcuni parenti.

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Irma Eckler

Scarcerato nel 1941, Landmesser venne obbligato ai lavori forzati. Nel 1944 fu arruolato nella Wehrmacht e assegnato al 19° Battaglione penale di fanteria, composto da soldati condannati dalla corte marziale e da criminali comuni. Inviato in Croazia, si pensa sia morto in combattimento, sei mesi prima della resa della Germania.

Come riporta Wikipedia, il 20 dicembre 1949 la corte distrettuale di Amburgo-Altona dichiarò Irma morta, indicando il 28 aprile 1942 come la data più probabile del suo assassinio mentre il tribunale distrettuale di Rostock dichiarò morto August il primo agosto del 1949. Solo nel 1951 il matrimonio venne riconosciuto e le figlie poterono chiamarsi con il cognome paterno.

(Corriere della Sera)

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