Quello che nessuno osa dire

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di Jerome M. Marcus –

I missili palestinesi hanno colpito case, una sinagoga, un ospedale, una scuola, un asilo e hanno ucciso quattro civili (e solo civili). La notizia che non leggerete è che qualcuno delle Nazioni Unite, di Human Rights Watch, di Amnesty International, della Croce Rossa, di Medici Senza Frontiere o di qualsiasi altra organizzazione “umanitaria” abbia chiaramente denunciato queste violazioni assolutamente evidenti della legge di guerra.

Jerome-M.-Marcus

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L’obiettivo dei terroristi arabi, di ognuno dei 700 ordigni che hanno lanciato contro Israele, era un chiaro e intenzionale attacco a bersagli civili e umanitari. Ogni singolo ordigno lanciato dai terroristi era un atto illegale secondo il diritto internazionale. Ognuno di essi costituiva una chiara violazione dei diritti umani dei cittadini israeliani che ne erano il bersaglio (e tra le vittime di quest’ultima valanga di razzi c’è anche un israeliano beduino musulmano).

Non è che l’ennesima e più recente dimostrazione della semplice strategia che da decenni anima gli sforzi “militari” arabi contro lo stato ebraico: avendo capito da tempo che non possono sconfiggere i soldati di Israele, gli sforzi arabi per distruggere Israele si sono interamente volti a provocare morte e distruzione fra i civili.

scuola colpita da un razzo

La parte più vergognosa di questa strategia è che gli arabi palestinesi sanno di vincere comunque, indipendentemente dal fatto che vengano uccisi o feriti dei civili.

Se muoiono dei civili ebrei, i palestinesi si vantano d’aver ucciso dei nemici. Se vengono colpiti persone o edifici arabi, hanno creato delle vittime da esibire davanti alle telecamere. In questo senso, gli attacchi missilistici dello scorso weekend non sono diversi dalle violenze programmate ogni settimana alla barriera di confine fra Gaza e Israele.

Civili israeliani sotto il bombardamento paletsinese

Anche lì, l’obiettivo è duplice: distruggere la recinzione in modo che i “militanti” di Hamas possano penetrare in territorio israeliano e fare strage di civili ebrei; e creare vittime arabe affinché lo stato ebraico possa essere accusato di violazione dei diritti umani, colpendo in questo modo la sua legittimità. Per Hamas, la morte su entrambi i lati della barricata è comunque una vittoria. Il che dovrebbe essere ripugnante per qualsiasi essere umano decente.

Una strategia così perversa sarebbe destinata a fallire presto se non fosse per un dettaglio: funziona. E funziona perché molti osservatori e mass-media e quelle che passano per istituzioni internazionali abbracciano volentieri l’ipocrisia secondo cui Israele, e solo Israele, violerebbe il diritto di guerra ogniqualvolta si registrano quei morti che sono l’inesorabile risultato della “strategia” araba.

(jns.org)

 

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