Rabbini da “combattimento”
In prima linea per Israele

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di Gerardo Verolino –

Negli ultimi giorni alcuni episodi avvenuti non possono che inquietarci e spingerci a pensare che il vento dell’antisemitismo soffi forte sulle nostre società. Ma ci soffermeremo su due nei quali la pronta reazione dei rabbini è stata così immediata ed efficace che Israele sa di poter contare su un ulteriore arma a propria difesa.

Gerardo Verdolino

Gerardo Verolino

Il primo, ha visto coinvolta una cantante neozelandese, Ella Marija Lani Yelich-‘O Connor, meglio conosciuta come Lorde, giovane idolo dei teen-agers mondiali, che dopo aver subito pesanti pressioni dagli esponenti del movimento Bds (Boycott, Divest and Sanction) che nega il diritto ad esistere dello Stato d’Israele e lotta con tutte le proprie forze per boicottare ogni iniziativa che coinvolga lo Stato ebraico, ha deciso di annullare la data del concerto che avrebbe dovuto tenere a Tel Aviv il 5 di Giugno.

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Ella Marija Lani Yelich-‘O Connor, Lorde

Lei nega che a determinare la sua scelta siano stati i fanatici del Bds che, in passato, già erano riusciti nel loro squallido tentativo di convincere altri cantanti (tranne la nota Rihanna) a boicottare Israele, ma che a farle cambiare idea sarebbero stati le centinaia di messaggi ricevuti dopo la scelta del Presidente Trump di spostare l’ambasciata americana a Gerusalemme che lei giudica (come le numerose schiere di conformisti) un errore. Cosa possa saperne una giovane popstar poco più che ventenne abituata a gorgheggiare col suo pubblico più o meno impubere di geopolitica internazionale è tutto da capire.

Shmuley Boatech

Shmuley Boatech

È chiaro che i cattivi maestri, I fomentatori d’odio, ancora una volta, sono riusciti nel loro scopo. Ma, a stretto giro, dopo una piccata risposta dell’ambasciatore americano ad Auckland ecco arrivare la risposta ben più eclatante del rabbino americano Shmuley Boatech il quale dopo aver acquistato una pagina del Washington Post in cui attraverso un fotomontaggio si vede la figura della cantante sullo sfondo di una guerra medio-orientale l’accusa di essere faziosa e non vedere quanto avviene in Siria dal momento che lei non rinuncerà a tenere un concerto nella Russia di Putin che sostiene il regime sanguinario di Assad in Siria. Difatti nel titolo campeggia: “Lorde e la Nuova Zelanda dimenticano la Siria per attaccare Israele”.

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Il secondo episodio è decisamente più grave di quello che ha riguardato Lorde (la quale ha come attenuante la giovane età che le ha impedito di resistere alle pressioni) ed è avvenuto a Milano con la manifestazione tenuta dall’Associazione dei palestinesi il 9 Dicembre-ci sono state anche in altre città italiane: Roma, Napoli, Firenze, Torino-ma è a Milano che è riecheggiato il sinistro “Khaybar, khaybar ya yahud, jaish Muhammad saya’ud” cioè “Khaybar, Khaybar, o ebrei, l’armata di Maometto ritornerà” che come ha fatto notare il giornalista Giulio Meotti è un invito a sterminare gli ebrei. “Khaybar-dice Meotti-ha assunto un significato leggendario e mitico nella prospettiva islamista della sottomissione degli ebrei”. È in quel momento che “Maometto aggredisce gli ebrei assediati nell’oasi di Khaybar completando l’opera di pulizia etnica”. Parole gravissime.

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Alfonso Arbib

Slogan ripugnanti ma che dopo la denuncia alle autorità giudiziarie dell’episodio da parte dello stesso Meotti, e la ferma condanna del sindaco Sala, ecco arrivare oggi, sulle pagine del “Corriere della Sera” la replica del Presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia, Alfonso Arbib, che tra i passaggi significativi
del suo vibrante intervento che il “Corriere” ha titolato “Slogan contro gli ebrei, il silenzio delle religioni”, egli ricorda come di fronte a simili terribili slogan “le autorità religiose, soprattutto quelle islamiche, sono state finora assenti”.

Joseph Soloveitchick

Joseph Soloveitchick

E riportando quanto affermava un grande Maestro dell’ebraismo contemporaneo Joseph Soloveitchick secondo il quale “durante la Shoa ci fu un’assenza di reazioni da parte dei Paesi democratici e di importanti istituzioni religiose dovute in buona parte a calcoli di opportunità politiche” afferma anche come “sia giunto il momento di dare un segnale alle autorità religiose alla vigilia di due importanti giornate, il 17 gennaio, Giornata del dialogo ebraico-cristiano e il 27 gennaio, Giorno della Memoria, affinché tali giornate non siano occasione per pronunciare discorsi retorici vuoti di significato”.

Il Papa gesuita ascolterà? Condannerà gli spregevoli slogan antisemiti riecheggiati a Milano? Intanto segnaliamo la straordinaria vitalità dei rabbini
ovunque essi siano..

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