Rapporto “guerra anti-Hamas”
Aspra polemica
per la fuga di notizie

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La sottocommissione di controllo della Knesset ha deciso martedì di rinviare la pubblicazione del rapporto del Controllore di stato sulla guerra anti-Hamas a Gaza dell’estate 2014 citando “problemi di sicurezza che devono essere tenuti in considerazione in questo momento”.

La sottocommissione riesaminerà la questione domenica. Intanto l’ex ministro della difesa Moshe Ya’alon ha reagito alla dichiarazione del ministro dell’istruzione Naftali Bennett secondo cui i contenuti del rapporto costituirebbero un “terremoto politico”.

Moshe Ya’alon

Moshe Ya’alon

“Non abbiamo condotto la guerra del 2014 in base a populismo e sondaggi, come alcuni politici volevano fare: abbiamo agito in modo responsabile” ha detto Ya’alon, attaccando con forza la fuga di notizie che martedì ha portato alla pubblicazione in Israele di una parte del rapporto ancora riservato.

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l quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha pubblicato, infatti, stralci di trascrizioni delle discussioni fra alti funzionari israeliani durante la guerra anti-Hamas a Gaza.

Gli stralci, la cui pubblicazione appare in violazione del segreto tuttora in vigore, mostrano il quadro di una leadership profondamente divisa sull’opportunità di passare a un’offensiva più aggressiva o limitarsi a contenere Hamas in vista di un cessate il fuoco, con l’allora ministro dell’economia Naftali Bennett in prima fila a sostegno della linea dura.

Naftali Bennett

Naftali Bennett

Ma l’allora ministro della difesa Moshe Ya’alon, il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’allora ministro delle finanze Yair Lapid insistevano per una risposta più contenuta, nonostante le città israeliane fossero bombardate dai razzi da Gaza. Solo dopo l’incursione via tunnel di terroristi Hamas di metà luglio (intercettata all’ultimo momento) si decise per l’operazione di terra dentro la striscia di Gaza.

“La guerra nel suo complesso è stata un successo – ha affermato Ya’alon – Abbiamo bloccato la minaccia di Hamas, fatto saltare in aria i tunnel, raggiunto i nostri obiettivi e un cessate il fuoco alle nostre condizioni. Da allora il sud del paese è tranquillo e praticamente non subisce lanci di razzi”.

(Israelenet)

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