Rav Gerami tiene famiglia…

Yehuda Gerami

di Niram Ferretti –

La piccola comunità ebraica iraniana (oggi 9,826 anime, prima della rivoluzone khomeinista, circa 100,000), è sostanzialmente una comunità di dhimmi, per necessità principalmente e forse anche per scelta.

Niram Ferretti

Yehuda Gerami, rabbino capo della comunità, ha fatto, recentemente, un distinguo rilevante. Quello tra “ebraismo” e “sionismo”. In questo modo ha voluto tendere la mano a Khamenei, il quale, più volte, ha dichiarato che lui con gli ebrei non ha alcun problema, ci mancherebbe, lui ce l’ha con i “sionisti”, una specie diversa.

Quando venne ucciso Soleimani, Garami si affrettò a condannarne la morte. Si può forse biasimarlo? Gli ebrei iraniani sono, di fatto, ostaggi virtuali del regime. Sanno benissimo che se la situazione tra Israele e l’Iran degenerasse sarebbero i primi a pagarne le conseguenze, così Yehuda Garami deve, di tanto in tanto, prendere le distanze da Israele affermando che al governo israeliano dell’ebraismo non importa nulla.

Così, ha dovuto ricordare che l’ebraismo è una “Religione vecchia di 3,300 anni, mentre il sionismo è un movimento nazionale e politico che ha solo 100 ann. Come paese, lo Stato di Israele non ha nulla a che fare con la religione in generale e con l’ebraismo in particolare”.

Certo è singolare considerare che un movimento che nacque sulla spinta del ritorno a Sion, proprio là, nelle terre in cui l’ebraismo come religione ebbe inizio, non abbia nulla a che fare con essa (nonostante il fatto che i padri fondatori del sionismo non fossero ebrei osservanti). E’ la stessa vulgata che fu dell’OLP ed è dell’Autorità Palestinese.

Gershom Sholem

Peccato che, come dichiarava Gershom Sholem, “Non si è riusciti a cassare Gerusalemme e Sion dalle preghiere ebraiche di 2000 anni”.

Gerusalemme, non Nuoro. Ma Yehuda Garami tiene famiglia e deve salvaguardare se stesso e gli altri. Per farlo si è spinto anche ad ossequiare la figura fulgida di Qassem Soleimani. Ha anche spiegato che la libertà religiosa di cui godono gli ebrei iraniani non ha paragoni con quella di cui godono gli ebrei diasporici in Europa. Infatti, in Iran non ci sono militari o guardie fuori dalle sinagoghe…

E’ vero. Non c’è bisogno che ci siano e per un semplice motivo, in Europa non c’è più un regime islamico dall’epoca della Reconquista mentre in Iran gli ebrei sono protetti dal regime da cui sono essenzialmente considerati come dhimmi, soggetti alle loro regole. E’ sempre stato così in tutti i paesi islamici dove gli ebrei erano minoranza tutelata. Dovevano comportarsi in rigida osservanza alle prescrizioni imposte se no erano dolori.

Naturalmente c’è stata anche la tirata contro Netanyahu e la sua aggressività. Sarebbe a capo di un movimento (il regime sionista) in contrasto con i valori dell’ebraismo e della Torah.

Impari Netanyahu e imparino gli israeliani tutti dall’Iran, dove l’ebraismo prospera al suo meglio grazie a Khamenei. Chissà perchè, nonostante questo esempio, dai 100,000 ebrei di quarantuno anni fa si è passati ai circa 10,000 attuali.

 

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