Razzismo a cinque stelle

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Bella Nudelman con il marito Boris

di Gerardo Verolino –

Si può essere insultati per una recensione su Booking.com facendo leva sui più vieti e atavici pregiudizi antiebraici? Sì, è quanto è successo ad una coppia israeliana che, dopo un soggiorno in un albergo di Certosa di Pavia, l’Hotel Ristorante Italia, come raccontato da Bela Nudelman al giornale israeliano “Yediot Ahronot”, per un 5 dato inavvertitamente per la qualità del servizio in hotel (peraltro a suo dire “buono e piacevole”) è stata pesantemente insultata, insieme al marito Boris, da un dipendente dell’albergo: “Voi ebrei non siete mai contenti. Non lamentatevi allora se in Europa stanno tornando i nazisti e i fascisti. La ragione siete: voi”.

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La direzione si è scusata e il dipendente è stato sospeso, ma ormai il danno è fatto. L’anno scorso, invece, accadde qualcosa di molto peggio, in un altro albergo, ad Arosa, sulle Alpi svizzere, l’Aparthaus Paradies, dove i gestori dell’hotel fecero affiggere un cartello, pare a causa dell’abbigliamento degli ebrei ultraortodossi, dove si poteva leggere questa scritta “I nostri clienti ebrei, donne, uomini e bambini, sono pregati di fare la doccia prima del bagno. Se non
rispetterete questa regola saremo costretti a escludervi dalla piscina”.

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Il cartello dell’Aparthaus Paradies

Obbligare a fare la doccia ad un ebreo poi è qualcosa di becero ed insultante, un atto rozzo e cialtrone, che evoca dolorose memorie dei campi di sterminio.

Non contenti, anche sul frigorifero dell’hotel, i gestori, fecero affiggere un altro cartello dello stesso tenore: “I nostri clienti ebrei hanno accesso al frigorifero solo dalle 10 alle 11 e dalle 16,30 alle 17,30. Speriamo comprendiate che il nostro personale non può essere disturbato senza sosta”.

A woman looks for an accommodation in Berlin on a tablet using the mobile application HotelTonight in Berlin, Germany, 21 April 2015. The application was designed to cater to users looking for last-minute hotel room deals. The company collaborates with more than 15 000 partners worldwide, covering 500 tourist destinations in 29 countries. Photo: Jens Kalaene/dpa

Anche in questo caso, proteste della comunità ebraica, indignazione sui social ed anche mezza crisi diplomatica con il Paese elvetico con le scuse pretese dal viceministro degli Esteri israeliano, Tzipi Hotovely al suo omologo svizzero.

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Elio Bollag

Eppure, a detta di Elio Bollag, della comunità ebraica elvetica, il Ticino “è un’isola felice in fatti di tolleranza nei confronti degli ebrei” mentre è nella Svizzera tedesca che si registrano frequenti episodi di antisemitismo, perché “oltre Gottardo-secondo Bollag-esiste una specie di tradizione antisemita più radicata dovuta anche ai protestanti, perché Martin Lutero scrisse delle cose incredibili sugli ebrei”.

Ma i due episodi ci ricordano ancora una volta che l’antisemitismo, il male del nostro tempo, è sempre presente, anche sottotraccia, nelle nostre società, e basta una recensione negativa sulla vacanza o un abbigliamento troppo pesante per farlo riemergere.

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