Dagli antisionisti di Gori
al forte legame
Comunità ebraica-Lega

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Attilio Fontana ed Ernico Mainrov

di Gerardo Verolino –

“L’Informale” sta svolgendo un ottimo lavoro segnalando i candidati al Parlamento da non votare per la loro avversione agli ebrei. Ma non ci sono solo coloro che andranno a sedere nelle nuove Camere da monitorare. Ci sono, ad esempio, anche quelli che siederanno al Pirellone quando si insedierà uno dei più importanti consigli regionali d’Italia, quello della Lombardia.

Gerardo Verolino

Gerardo Verolino

Cresce, infatti, l’inquietudine nella comunità ebraica lombarda per la presenza nelle liste del candidato presidente del centro-sinistra, Giorgio Gori, di esponenti di chiara matrice anti-semita come Stefano Apuzzo, ex deputato verde, ex Pd, ex Liberi e Uguali, inserito nella lista civica di Gori, sulla cui pagina Facebook (fonte Osservatorio Antisemitismo) è apparso un post grondante odio contro la nota giornalista israeliana Fiamma Nirenstein la quale, a causa delle minacce che riceve quotidianamente, vive sotto scorta.

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Stefano Apuzzo e Giorgio Gori

Nel post incriminato la Nirenstein viene definita come “una donna sionista quintessenza della criminale impresa degli insediamenti”. Aggiungendo anche che sarebbe “cancerogena, vettrice di gravissime malattie umani, culturali e sociali”, trattandosi di una donna “che va tenuta alla larga”.

Il post in cui Apuzzo viene taggato è rimasto per mesi sul suo profilo Facebook senza che egli provasse alcuna vergogna e pensasse di rimuoverlo.

D’altronde Apuzzo è uno degli attivisti del fenomeno del Bds cioè di quel movimento che invita al boicottaggio verso tutto ciò che riguardi Israele, anche i prodotti che esporta, e per questa sua non edificante missione venne anche rimproverato dall’ambasciatore israeliano dell’epoca, nel 2013, Naor Gilon, che scrisse una lettera di protesta al sindaco di Rozzano, dove Apuzzo era assessore, per chiedergli di “fermare simili campagne di diffamazione e di odio”.

Sumaya Abdel Quader

Sumaya Abdel Quader

Ma a suscitare sconcerto nella comunità ebraica milanese è anche un’altra figura politica, quella di Pietro Bussolati, segretario del Pd milanese, che tiene comizi nelle moschee e ha sostenuto la candidatura di Sumaya Abdel Quader una sociologa mussulmana ortodossa contro la cui scelta un’islamista illuminata come Miryan Ismail, che godeva anche della simpatia di Matteo Renzi, dimettendosi da membro della segreteria metropolitana di Milano, nel 2016, pronunciò, in una lettera aperta, parole di fuoco accusando il Pd di aver “scelto di interloquire con la parte minoritaria, ortodossa ed oscurantista dell’Islam”. Sappiamo oggi quanta inquietudine susciti fra gli ebrei sparsi ovunque, non solo in Italia, il pericolo anti-semita rappresentato dalla micidiale saldatura dell’ideologia marxista con l’islamismo radicale.

Presidio pro Palestina a Milano, 9 dicembre 2017. ANSA/ VINCENZO DI VINCENZO

La manifestazione pro Palestina di Milano

E in tal senso tanta angoscia ha suscitato la manifestazione che si è tenuta a Milano, il 9 Dicembre, da parte di alcune associazioni palestinesi che bruciando le bandiere israeliane invocavano ad uccidere tutti gli ebrei sparsi nel Mondo.

Ma non è solo a causa dell’antisemitismo palese di alcuni candidati di sinistra che Attilio Fontana, il candidato del centro-destra al Pirellone gode di molti consensi presso la comunità ebraica lombarda.

Ma anche perché, in svariate occasioni, ha dimostrato di essere sensibile alle richieste della stessa comunità.

Attilio Fontana con Raffaele Besso

Attilio Fontana con Raffaele Besso

Nel suo staff figura Max Ferrari, un giornalista di lungo corso, notoriamente filo-israeliano. In più il co-presidente della comunità milanese, Raffaele Besso, nelle ricorrenze legate al Giorno della Memoria, ha tenuto a farsi vedere insieme all’ex sindaco di Varese e spendendo parole d’elogio per lui.

Adesso, si apprende che, prima di partire per una missione a Tel Aviv, è arrivato anche l’endorsement del professor Enrico Mairov presidente dell’Associazione Lombardia-Israele che ha definito “l’avvocato Fontana un vecchio amico” e condannando l’antisemitismo presente tra alcuni candidati nelle liste ha ribadito l’importanza di una “massima sinergia per la lotta al terrorismo e la comune sicurezza”. A Milano, per gli ebrei, il pericolo non viene dal leghismo.

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