Regione Lombardia, Pd e M5S
contro la Lega che equipara
antisemitismo e antisionismo

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di Alberto Giannoni –

Due mozioni diverse, una della Lega e una del Pd, una discussione che si annuncia animata e un probabile muro contro muro. Proprio a ridosso della crisi iraniana la geopolitica, e il Medio oriente, irrompono in Consiglio regionale. La mozione su Israele e antisemitismo fortemente voluta dalla Lega, sostenuta dal centrodestra e seguita con attenzione da Alan Rizzi, il sottosegretario azzurro delegato ai Rapporti internazionali che dovrebbe intervenire in Aula rappresentando la giunta di Attilio Fontana.

Alberto Giannoni 0

Alberto Giannoni

L’iniziativa leghista si inserisce chiaramente in un percorso, che lo stesso leader leghista Matteo Salvini ha imboccato con chiarezza, e ormai da tempo. Al di là di ogni possibile calcolo, la Lega ha scelto di stare dalla parte di Israele e di coltivare amicizia e sostegno alle comunità ebraiche italiane, ribaltando orgogliosamente la discussione sull’antisemitismo, che la sinistra solleva strumentalmente insieme all’allarme sul presunto, evocato, allarme fascista.

Gianmarco Senna

Gianmarco Senna

Il documento, a prima firma Gianmarco Senna, capolista milanese a sua volta attentissimo alla difesa di Israele, visto in ottica liberal-conservatrice come baluardo della democrazia. II cuore politico della mozione leghista è un’equiparazione fra antisionismo e antisemitismo, come risulta nella definizione adottata dai 31 Paesi membri dell’IHRA, l’International holocaust remembrance alliance.

Fabio Pizzul

Fabio Pizzul

Il dispositivo esprime «una forte condanna rispetto ai tentativi di delegittimazione dello Stato di Israele». E impegna la giunta su questo e su un altro punto dirimente: l’esclusione da finanziamenti e sovvenzioni delle realtà associative che aderiscono al Bds, la campagna per il boicottaggio di Israele». E proprio il boicottaggio potrebbe essere uno dei punti di maggior distanza con l’altra mozione, quella presentata dal Pd, con prima firma quella del capogruppo Fabio Pizzul.

Monica Forte

Monica Forte

La linea del Pd è: sì al riconoscimento dello Stato d’Israele ma senza condannare le critiche. L’oggetto della mozione messa a punto dai Democratici è sovrapponibile, ma premesse e impegni finali sono diversi da quelli individuati dalla Lega, forse irrimediabilmente. «Accusare di antisemitismo tutti coloro che difendono i diritti dei palestinesi, senza mettere in discussione il diritto all’esistenza dello Stato d’Israele – si legge – significa accusare di antisemitismo la stessa opposizione israeliana e i movimenti per la pace».

Il presidente della Regione all'iniziativa tenutasi all'Umanitaria (Foto Facebook pagina Attilio Fontana)

A ttilio Fontana, il presidente della Regione Lombardia a Milano alla festa di Yom Hazmauth

È un compromesso, insomma, fra chi, nel partito, è su posizioni filo-israeliane, e chi è rimasto ancorato alla vecchia linea pacifista o terzomondista. In bilico fra l’astensione e un probabilissimo voto contrario sono i 5 Stelle: «Proporremo modifiche e vedremo» spiega la consigliera grillina Monica Forte: «La mozione presentata – attacca – nell’oggetto sembra dedicata all’antisemitismo, invece il testo cita il sionismo, tutt’altra cosa, per poi arrivare all’impegno che chiede di sostenere nel conflitto arabo-israeliano una delle due parti in causa. È un’accozzaglia di cose senza senso logico. Semmai, avremo dovuto presentare una mozione per sostenere il processo di pace».

Paolo Grimoldi,

Paolo Grimoldi

Senna è deciso: «Noi tiriamo dritto, il boicottaggio di Israele non è accettabile, e colpisce tutti, un intero Paese che peraltro è l’unico democratico nell’intera regione».

E Paolo Grimoldi, deputato leghista e presidente della delegazione italiana all’Osce, vede un «segnale forte». «Troppo spesso – dice – a Milano la comunità ebraica e lo Stato di Israele sono stati insultati e offesi da frange estreme, da centri sociali e antagonisti: con questa mozione diciamo basta a tutto questo e chi voterà contro dimostrerà con i fatti di stare con gli antisemiti».

(Giornale)

 

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