Resta in carcere Ahed
la provocatrice professionista

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di Marta Serafini –

Resta in carcere Ahed Tamimi, la 16enne attivista palestinese che ha diviso il mondo. La corte militare israeliana del carcere di Ofer ha prolungato di altri cinque giorni la detenzione della ragazza palestinese e di sua madre Nariman, per «continuare il loro interrogatorio». Lo riportano i media palestinesi, aggiungendo che la cugina della ragazza, Nur, dovrebbe invece essere rilasciata perché «non ci sono prove contro di lei».

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Marta Serafini

Ahed, figlia dell’esponente di al Fatah Bassem, fa parte di una famiglia di attivisti proveniente dal villaggio di Nabi Saleh in Cisgiordania. E’ stata arrestata il 15 dicembre dopo essere stata filmata mentre prendeva a calci dei soldati israeliani, che non hanno ceduto alla provocazione della giovane. Le immagini dell’arresto avvenuto in piena notte, così come quelle della protesta della ragazza hanno fatto il giro del mondo.

Nel frattempo è enorme la mobilitazione per la giovane, con appelli, campagne e hashtag. Da una parte c’è chi ne chiede la liberazione sottolineando la sua età e il fatto che in questi giorni sono stati numerosi gli arresti di minori durante gli scontri che hanno fatto seguito all’annuncio di Trump di spostare la sede dell’ambasciata a Gerusalemme. Dall’altra c’è chi la dipinge come un’attivista e come strumento di propaganda, definendola con disprezzo la Shirley Temple palestinese.

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Capelli chiari e occhi azzurri, Ahed Tamimi si era già fatta notare un anno fa mentre mordeva un soldato che tentava di arrestare il suo fratello più piccolo. In seguito era stata ricevuta nel 2012 dall’allora primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan che l’aveva elogiata e premiata per il suo impegno. In un editoriale pubblicato sul quotidiano israeliano «Haaretz» il padre della giovane si è detto orgoglioso della figlia. «Un giorno guiderà la resistenza», ha scritto l’uomo che è stato più volte arrestato e torturato e che ha visto parenti e amici uccisi durante gli scontri con l’esercito israeliano.

(Corriere della Sera)

 

 

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