Rievocazione sbarco Alleati a Battipaglia con il discorso di Hitler: la lettera del direttore del “Mubat”

 

di Carlo Bruno*

 

Ieri una testata giornalistica ha pubblicato un articolo contenente un’interpretazione estremamente negativa della rievocazione organizzata dall’associazione “Mubat” lo scorso 13 settembre, addebitando alla stessa un intento “revisionista”, ovvero l’esatto contrario delle motivazioni che hanno determinato la scelta di realizzare questo evento.
L’associazione organizza questa manifestazione da 4 anni nel tentativo di ricordare, come più volte dichiarato, un evento che ha determinato un punto di discontinuità nella storia d’Italia, fino a quel momento alleata della Germania, e che ha rappresentato il primo passo verso la transizione democratica e verso la Repubblica.
Lo sbarco avvenne all’indomani dell’annuncio dell’armistizio e forse per questo, per una parte degli italiani, è un episodio da rimuovere piuttosto che da ricordare. Noi ci battiamo affinché ciò non avvenga. Nel mondo anglosassone la battaglia di Salerno è ritenuta un tassello fondamentale della loro storia al punto che Ronald Reagan, nel suo discorso di insediamento, ricordò i caduti delle Argonne di Omaha Beach e di Salerno.
L’associazione Mubat è impegnata proprio per rimuovere il velo di oblio adagiato su questo episodio fondamentale nella storia della seconda guerra mondiale. E’ paradossale osservare come l’associazione, nelle giornate precedenti, fosse impegnata a difendere l’evento sui social da commentatori, “haters sa”, che ci hanno accusato di celebrare “gli invasori” (gli Alleati).


E’ un evento che si inserisce nel quadro delle manifestazioni che ogni anno cercano di dare testimonianza di questo passaggio storico per tutta la provincia. Forse basterebbe tutto questo a confutare la ricostruzione, a nostro avviso parziale, ma desideriamo aggiungere che nel 2020 gli unici due eventi organizzati dall’associazione Mubat riguardano lo sbarco del 9 settembre 1943 e la celebrazione del Giorno della Memoria, con materiali sulla Shoah provenienti da istituzioni culturali nazionali che si occupano della preservazione della Memoria (mostra la Shoah in Italia – progetto fondo Egeli).
Negli anni precedenti sono stati invitati reduci dei campi di concentramento e durante l’anno l’associazione ha promosso e sostenuto la raccolta di testimonianze orali sulla detenzione in Germania dei militari italiani o sulla condizione femminile durante il periodo bellico, fino alla memorabile conquista del suffragio universale nel 1946 in occasione del Referendum. Memoria orale destinata alla dispersione se non fosse stata raccolta. Questo percorso, sinceramente antinazista, fa si che leggere alcune affermazioni ci ha lasciato sorpresi e addolorati, anche per non avere potuto rispondere alle contestazioni fatteci.
Nel merito. desideriamo chiarire che ogni passaggio della rievocazione è stato accompagnato dal racconto di un narratore che ha descritto il contesto proprio per evitare che ci si limitasse alla pura visione di una rappresentazione. I discorsi in tedesco inseriti nell’evento, come ampiamente preannunciato dal narratore, dovevano descrivere il cambiamento di clima nella Germania che passava dal trionfalismo all’opzione “resistere o morire”. Volevano descrivere che le truppe tedesche non avevano alcuna intenzione di retrocedere e che l’”perazione Avalanche” non sarebbe stata, come non fu, un’operazione semplice.
Questo ad accrescere il valore del sacrificio dei ragazzi venuti da oltreoceano e la durezza degli
scontri.


La manifestazione comincia con una frase di Primo Levi, presa in prestito (con dichiarata estrema umiltà come ribadito nel testo del narratore), proprio perché fosse chiaro l’obiettivo della manifestazione e per ribadire che la seconda guerra mondiale e non è stata solo una terribile guerra ma il teatro in cui si è consumato l’Olocausto.
Nel testo che abbiamo preparato per il narratore c’erano anche gli scritti del Generale Gonzaga, primo alto ufficiale italiano a morire per mano nazista, quella notte dell’8 settembre a poche ore e a poca distanza dallo sbarco, nell’adempimento dei comandi ricevuti dal Governo, e del celebre scrittore inglese Norman Lewis.
Nel luogo in cui avvenne lo sbarco, fino a 4 anni fa anonimo e ignorato, l’associazione ha posto un monumento con lapide a ricordo dei caduti alleati e un’opera in ricordo del sacrificio del generale Gonzaga, Insieme a lui quel monumento ricorda i soldati semplici e gli ufficiali, passati per le armi dai tedeschi o morti nei campi concentramento.
Alla manifestazione erano presenti associazioni, autorità, semplici cittadini e anche alcuni militari (in forma privata ) delle nazioni coinvolte che hanno assistito senza riscontrare nulla di anomalo, sottolineando piuttosto l’impegno a ricordare questo sbarco dimenticato.
L’associazione nasce proprio per costruire un luogo della Memoria, fisico e digitale, che preservi le informazioni sulla più grande operazione aeronavale del mediterraneo durante la seconda guerra mondiale, sul passaggio a Salerno del primo governo unitario delle forze antifasciste e su tutta la storia che ne è derivata.
Una delle associazioni di rievocazione è stata descritta come neonazista. Questa associazione ha scelto come proprio ambito di studio l’esercito tedesco. A tal proposito possiamo solo dire che questa associazione partecipa, con le altre, alla rievocazione dalla prima edizione e non ha mai fatto gesti o azioni di qualche natura se non che dare vita a una rappresentazione senza alcuna connotazione politica. Il gruppo in questione rappresenta uno dei due fronti allora contrapposti ed evidente che non sarebbe possibile una rievocazione senza uno dei due contendenti.
E’ chiaro che appaiono nelle foto in uniforme tedesca, propria della loro attività di rievocatori. Ulteriore appunto ci è stato mosso in relazione al loro un logo sul nostro sito. La pagina è relativa all’organizzazione dell’evento 2017 ma nella versione inglese. Nel 2017 il logo che era stato già rimosso (dalla pagina in italiano perché ritenuto non consono ed è rimasto, per evidente dimenticanza, solo nella pagina in inglese. Nell’organizzazione della nostra manifestazione l’associazione Mubat si è sempre premurata di non fare partecipare persone che non condividessero l’obiettivo per cui l’associazione e la manifestazione sono nate e cosi è stato, allo stato delle nostre conoscenze, fino ad ora. L’obiettivo di questa lunga precisazione non è di entrare in polemica né con il giornale né con il giornalista, con i quali condividiamo evidentemente il sentimento di difesa della democrazia ma esprime la necessità di un chiarimento per un’interpretazione, che dopo tanto impegno ed energie dedicate, non sentiamo di condividere.

  • Direttore del Mu.Bat. Museo di Battipaglia
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