Rigurciti di fascismo
mascherati dal sorriso

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di Luca Pianesi –

Vengono spesso derubricate a goliardate, scherzi, errori di gioventù. Ma siamo sicuri che su certe cose sia davvero il caso di ridere? Stiamo parlando di saluti romani, bacetti al busto del Duce, tatuaggi con svastiche e fasci littori esposti con orgoglio nella propria casa, travestimenti con giubbotti delle Ss e canzoncine inneggianti alla Wehrmacht. Stiamo parlando della politica trentina e delle strizzate d’occhio che negli ultimi anni sono state fatte a un passato triste e inglorioso del nostro Paese fatto di privazioni e di diritti violati, di sopraffazioni e sconfitte umilianti, di incapacità e tanta, troppa violenza.

Lluca Pianesi

Lluca Pianesi

E il ritorno sulla scena politica di Carlo Pedergnana, che oggi è uno dei tre candidati alla presidenza del Partito autonomista trentino, non può non riportare alla mente quel che accadde esattamente tre anni fa quando, appena eletto proprio alla presidenza delle Stelle Alpine, erano emerse le foto di lui che baciava un’immagine del Duce e faceva, fiero e contento, il saluto romano.

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Carlo Pedergnana

Lui aveva spiegato che si era trattato di una goliardata, uno scherzo da canevale che risaliva ai tempi in cui militava in Alleanza Nazionale (storico partito della destra nazionalista italiana quanto mai lontano dai principi autonomisti di Andreas Hofer). Un gesto che gli era costato, nel 2016, la carica di presidente ma che oggi, evidentemente sembra superato in casa Patt che è pronto a riproporlo come fosse niente.

Una riproposizione che, a questo punto, riabilita anche Marika Poletti dimessasi poche settimane fa dalla carica di responsabile di gabinetto dell’assessore provinciale Gottardi per una foto che la ritraeva con una svastica tatuata sul polpaccio e per un video dove lei cantava una canzone sulla Wehrmacht.

Fabio Dalledonne

Fabio Dalledonne

Perché se vale la logica del ”è una cosa vecchia allora non conta più” deve valere per tutti, anche per l’ex di Fratelli d’Italia, ora Civica Trentina, ed ex militante, proprio di Alleanza Nazionale. Proprio Poletti era stata una delle prime a commentare il post dell’ex sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne che aveva esibito un fascio littorio appeso nella sua casa pubblicandolo su Instagram con selfie e frase: “In alto a destra… per chi guarda”. Lui si era difeso spiegando che quello era il simbolo di San Gallo in Svizzera, una difesa simile a quella di Poletti per la svastica (che sarebbe stata una runa). Quei simboli in Italia hanno un preciso significato e se un politico li mostra orgoglioso c’è ben poco da spiegare.

Federico Secchi

Federico Secchi

Un saluto romano era ”scappato” anche al sindaco di Avio Federico Secchi durante il funerale di Stelio Libardi storica figura della destra trentina ed ex combattente della Repubblica di Salò.

Andrea Bonazza

Andrea Bonazza

Secchi aveva fatto discutere anche per la sua vicinanza al movimento di estrema destra Casa Pound i cui militanti non fanno mistero di essere dichiaratamente neo fascisti come tra l’altro palesato da uno dei loro leader regionali, Andrea Bonazza, che tre anni fa si era presentato in consiglio comunale, a Bolzano, con una felpa delle Charlemagne una divisione delle Waffen SS formata da volontari francesi (gli ultimi a difendere il bunker di Hitler sul finire della guerra).

Marco Larger

Marco Larger

L’ultimo caso, in ordine di tempo, è accaduto domenica 3 marzo. Il sindaco di Castello-Molina di Fiemme Marco Larger si è presentato alla festa di carnevale vestito con un giaccone con il simbolo delle Ss in bella mostra sul bavero.

Un’immagine che a qualche suo concittadino a fatto storcere, non poco, il naso, visto che proprio nelle sue zone, tra Ziano, Stramentizzo e Molina di Fiemme, ci furono le ultime, terribili, stragi naziste compiute in Italia tra il 2 e il 4 maggio 1945 da parte proprio delle Ss. Ad essere trucidate furono 45 persone e vennero bruciate molte abitazioni.

(IlDolomiti.it)

 

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