Risoluzioni & diritto Internazionale
Tutte le nefandezze contro Israele

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di Daniel Pomerantz

Alcuni leader e opinionisti mondiali hanno anche detto che la decisione degli Stati Uniti su Gerusalemme violerebbe il diritto internazionale. Ma su che cosa si basano queste affermazioni? Su cosa poggiano queste tesi? La sensazione è che in questa discussione si tenda a dimenticare cosa dice realmente il diritto internazionale. O si faccia , più probabilmente, finta di dimenticare. Dunque diamo un’occhiata.

Daniel-Pomerantz

Daniel Pomerantz

Iniziamo col capire la natura delle risoluzioni dell’Onu di cui si sta parlando. Solo le risoluzioni approvate in base al Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite hanno effettivamente forza di legge internazionale. Estremamente rare e approvate solo dal Consiglio di Sicurezza, queste risoluzioni trattano tipicamente di questioni di grande turbamento per la sicurezza regionale o globale.

Saddam Hussein

Saddam Hussein

Ad esempio, una risoluzione del 1990 autorizzò i paesi di tutto il mondo a lanciare una risposta globale all’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein. Altre risoluzioni, come quelle approvate dal Consiglio di Sicurezza in base al Capitolo 6 o dall’Assemblea Generale in base la Capitolo 4, non sono vincolanti. Così, ad esempio, la risoluzione di questa settimana al Consiglio di Sicurezza è stata proposta in base al Capitolo 6 della Carta dell’Onu, e la risoluzione dell’Assemblea Generale approvata di giovedì si basa sul Capitolo 4.

Secondo la stessa Carta dell’Onu, e le pertinenti sentenze della Corte Internazionale di Giustizia, queste risoluzioni non hanno forza di legge internazionale. Al massimo sono “raccomandazioni” internazionali.

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Dunque, come mai Israele è il solo paese al mondo che non avrebbe il diritto di decidere dove sta la sua capitale? Come mai gli Stati Uniti sono l’unica nazione a cui viene detto dove può o non può mettere le sue ambasciate?

Alcuni sostengono che Gerusalemme sarebbe un “territorio internazionale”, in latino un corpus separatum, perché questo è ciò che raccomandava la risoluzione 181 delle Nazioni Unite quando venne approvata nel 1947.

Tuttavia, non solo quella risoluzione non è legge internazionale essendo una risoluzione del Capitolo 4 (non vincolante), ma all’epoca la Lega Araba la rifiutò con forza e reagì lanciando una guerra per l’annientamento dello stato ebraico, nato da appena un giorno.

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La guerra di Yom Kippur del 1973

Alcuni fanno un discorso analogo circa la risoluzione Onu 242 approvata dal Consiglio di Sicurezza dopo la guerra dei sei giorni del 1967. La storia spesso trascura il fatto che l’Olp, all’epoca rappresentante ufficiale del popolo palestinese, respinse formalmente la risoluzione 242, così come la rifiutarono altri stati arabi a parole o coi fatti non rispettando i confini di Israele e lanciando la guerra di Yom Kippur del 1973.

Molti degli stati arabi che originariamente hanno rifiutato le risoluzioni 181, 242 e altre, oggi paradossalmente sostengono che esse costituiscono diritto internazionale.

NEW YORK, NY - NOVEMBER 29: Palestinian Authority President Mahmoud Abbas concludes his address to the General Assembly at the United Nations before a UN General Assembly vote on upgrading the status of the Palestinians to non-member observer state on November 29, 2012 in New York City. With many European nations in favor, it looks certain that the Palestinians will win the coveted U.N. recognition as a state today. (Photo by Spencer Platt/Getty Images)

L’Assemblea Generale ha votato nel 2012 il riconoscimento unilaterale della Palestina come stato osservatore alle Nazioni Unite

Infine alcuni dicono che lo status di Gerusalemme dovrebbe essere stabilito attraverso negoziati fra le parti e non da decisioni internazionali unilaterali. Questo non solo significa applicare a Israele uno standard totalmente diverso da quello di qualunque altro paese sulla Terra per quanto riguarda la scelta della propria capitale.

E’ anche sfacciatamente ipocrita, giacché la stessa Assemblea Generale che oggi vota su Gerusalemme ha anche votato nel 2012 il riconoscimento unilaterale della Palestina come stato osservatore alle Nazioni Unite. A quanto pare, l’Assemblea Generale dell’Onu è contraria solo ad alcune decisioni unilaterali e non ad altre.

Il voto di giovedì rientra in quella che viene chiamata una sessione d’emergenza dell’Assemblea Generale. Anche se nel mondo ci sono circa 200 paesi, 124 dispute territoriali e almeno 60 conflitti attivi, in tutta la storia delle Nazioni Unite ci sono state solo 10 sessioni d’emergenza dell’Assemblea Generale. Di queste, cinque su Israele.

(HonestReporting)

 

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