Ritrovato il Manuale
dell’Inquisizione
scritto in lingua sarda

marranosevidenza

di Mario Carboni*

A oltre 50 anni dalla cacciata degli ebrei dalla Sardegna avvenuta a partire dal 1492 e dal contemporaneo arrivo dell’Inquisizione spagnola, la caccia agli eretici ed in particolare agli ebrei convertiti a forza o per salvare la vita e i beni e sfuggire all’esilio, o per altre convenienze, ma che conservavano in segreto la fede dei padri o che assumessero, a volte senza rendersene conto, convinti di essere buoni Nuovi cristiani, comportamenti che ricordavano la loro origine ebraica, continuava con punte di occhiuta crudeltà ed intransigenza.

I moltissimi Marranos, o Nuovi Cristiani, o Conversos che vivevano in Sardegna, erano diffusi nelle città e molti nei paesi e l’Inquisizione non potendo tenere tutto direttamente sotto controllo, contava molto sulle delazioni e le denunce dei singoli. Per questo aveva stilato un manuale utile per individuare le proprie vittime e lo aveva pubblicato in lingua sarda affinché tutta la popolazione sarda avesse uno strumento per identificare e denunciare le proprie vittime all’Inquisizione.
Il manuale indica molti casi di eretici, in particolare gli apostati cioè cristiani convertiti da ebrei o mori che continuando a professare l’antica fede d’origine erano passibili di gravissime pene e persecuzioni.

marranos2La lettura di questo antico documento è interessantissima per vari motivi, uno per tutti perché testimonia il gran numero di sardi di origine ebraica presenti e la necessità di reprimerli capillarmente da parte dell”inquisizione e spiega perché nella memoria dei sardi contemporanei permangano tanti ricordi ed affetto per il mondo giudaico del quale molti si sentono discendenti.

Ecco il Manuale per identificare i Marranos sardi, nella sua traduzione dal sardo in italiano.
Chi avrà la pazienza di leggere tutto il documento in sardo ed italiano, potrà notare la crudeltà della persecuzione e la diffusione capillare degli elementi culturali utili alla ricerca.

Setta di Mosè
E a sapere se sapete, o abbiate sentito dire che alcuna o alcune persone abbiano curato alcuni sabati per onore, cura, e osservanza della legge di Mosè, vestendosi in quei (sabati) con camicie pulite, e altri vestiti buoni, e dei giorni di festa mettendo sulle tavole tovaglie pulite, e nei letti lenzuola pulite per onore del su detto sabato non facendo in quei (sabati) fuoco, ne altra cosa alcuna avendolo fatto tutto dal venerdì sera. O che abbiano pulito, o disossato la carne che dovranno mangiare gettandola nell’acqua per levargli il sangue. O che abbiano tolto il grasso delle ghiandole dalla coscia del castrato, o di qualsiasi altro animale. O che abbiano scannato bestie, o volatili da mangiare preparati dicendo certe parole provando prima il coltello sull’unghia per vedere se è affilato, coprendo il sangue con terra. O che abbiano mangiato carne in quaresima, o in altri giorni proibiti dalla santa madre Chiesa senza necessità, sostenendo, e credendo che la potevano mangiare senza peccato. O che abbiano digiunato il “digiuno maggiore”(Yom Kippur) che dicono del perdono, andando quel giorno scalzi, o se dicessero orazioni di Giudei, e alla notte se domandassero perdono gli uni con gli altri mettendo i padri ai figli la mano sopra la testa senza segnarli (con il segno della croce), e dire nulla, o dicendo da Dio, e da me siate benedetti secondo quanto dispone la legge di Mosè, e le cerimonie sue. O se digiunassero il digiuno della “Regina Ester”, o il digiuno di “Rebeasso” (Tisha BeAv)che chiamano della perdita della casa santa o altri digiuni di Giudei durante la settimana, come è il lunedì e il giovedì non mangiando in detti giorni fino alla notte, uscita la stella, e in quelle notti non mangiando carne, e lavandosi un giorno prima per detti digiuni, tagliandosi le unghie, e le punte dei capelli, conservandoli, o bruciandoli, dicendo orazioni Giudaiche, alzando e abbassando la testa voltati con la faccia al muro, e prima di dirle lavandosi le mani con acqua, o terra, vestendosi vestiti di “saraga” , “istamegna”, o “tela”, con certe corde, o cordicelle appese alle teste con certi nodi. O celebrassero la pasqua del pane azimo senza lievito iniziando a mangiare lattuga, finocchi, e altre verdure in tali giorni. O osservassero la pasqua delle capanne mettendo rami verdi o agitandoli, mangiando e prendendo colazione dandosela gli uni agli altri. O la festa delle candeline accendendole ad una ad una fino a dieci e poi spegnendole ancora dicendo orazioni Giudaiche in tali giorni. O se benedicessero la tavola secondo il costume dei Giudei. O bevendo vino di casa. O facessero il “Baraha” (kos shel beracha) prendendo in mano il bicchiere del vino dicendo sopra di quello certe parole dando da bere ad ognuno un sorso.

autodafè

O se mangiassero carne uccisa da mani di Giudei. O mangiassero a tavola con loro e dei loro cibi. O se dicessero i salmi di Davide senza il “Gloria al Padre”. O se aspettassero il Messia, o dicessero che il Messia promesso nella legge non è venuto, e che dovrà venire, e lo aspettassero per liberarli dalla prigionia nella quale dicono di trovarsi, e li portasse alla terra promessa. O se alcuna donna aspetasse quaranta giorni dopo aver partorito senza entrare in chiesa per la cerimonia della legge di Mosè. O se quando nascono i bambini li circoncidessero, o imponessero nome di Giudei chiamandoli in quel modo, o se gli facessero raschiare il chrisma, o li lavassero dopo essere stati battezzati la dove gli impongono l’olio (dei catecumeni) e il chrisma. O alla settima notte dalla nascita del bambino mettendo un bacino con acqua, e gettandovi oro, argento, perle piccole, grano, orzo, e altre cose, lavando il detto bambino in quell’acqua dicendo certe parole. O avessero fatto divinazioni ai figli. O se alcuni sono sposati al modo Giudaico. O se facessero il “Ruaya”, che è quando qualche persona parte per un viaggio. O se portassero elenchi o amuleti di Giudei. O se al tempo che nel quale s’impasta, prendessero la parte finale dell’impasto e la gettassero nel fuoco a bruciare per sacrificio. O se quando qualche persona si trova in punto di morte la voltassero verso il muro per morire, e morta la lavassero con acqua calda, rasandogli la barba, e sotto le braccia (ascelle), e altre parti del corpo, legandole, o, avvolgendole con tela nuova, calzoni, e camicia, e cappa piegata sopra il collo mettendogli sotto la testa un cuscino con terra vergine, o in bocca moneta delle perle piccole, o altra cosa. O facendo loro il lamento funebre, e gettassero l’acqua dei bacini, e giare nelle case del morto, e nelle altre del vicinato come cerimonia Giudaica, mangiando dietro la porta pesce e olive, e non carne come doglianza per il morto, non uscendo da casa per un anno, per osservanza della detta legge. O se li sotterrassero in terra vergine, o in ossario di Giudei. O se alcuni se ne fossero andati a ridiventare giudei. O se qualcuno ha detto che la legge di Mosè è buona tanto, quanto quella del redentore nostro Gesù Cristo.
(link: http://www.archiviostoricodigitale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=34%3Al-editto-della-fede&catid=12%3Atrascrizioni&Itemid=124)

(* presidente di Sardos Pro Israele e componente del Consiglio di Presidenza della Federazione Italia-Israele)

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