Ritrovato l’Omega di Cohen
La spia che venne dal caldo

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Eli Cohen

di Giordano Stabile –

Il Mossad recupera l’orologio di Eli Cohen, la spia più celebre di Israele, considerato uno degli artefici della vittoria nella Guerra dei Sei Giorni. Un Omega degli Anni Sessanta, senza la cinghia in pelle, l’unico resto finora ritrovato di quello che gli israeliani considerano uno dei loro eroi più grandi, impiccato a Damasco nel 1965, e il cui corpo non è mai stato restituito dai siriani.

Giordano Stabile

Giordano Stabile

L’operazione, durata 18 mesi, doveva portare all’individuazione della sepoltura di Cohen ma ha condotto alla fine a un uomo degli apparati di sicurezza siriani, entrato in possesso dell’orologio poco dopo la morte dell’agente segreto. L’ha ceduto agli uomini del Mossad in cambio di una consistente somma di denaro. Una consolazione, perché l’obiettivo resta quello del recupero del corpo. Cohen è un capitolo dei libri di storia israeliani. Ebreo egiziano, arriva nello Stato ebraico negli Anni Cinquanta e viene presto arruolato nei servizi esterni, anche perché di madrelingua araba All’inizio degli Anni Sessanta viene scelto per un’operazione ad alto rischio.

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Si finge un siriano di ritorno dall’Argentina, dove c’è una grossa comunità damascena, oltreché ebraica. Arriva a Damasco via Bruxelles e si inserisce negli apparati governativi fino a diventare confidente di alti ufficiali, compreso il capo di Stato maggiore.

Cohen mette le mani su segreti militari strategici, compresa la disposizione dell’esercito e delle fortificazioni sul Golan. Informazioni che poi saranno decisive per la conquista in pochi giorni delle Alture nel 1967, dopo la sua morte. Trasmette i dati con un mini apparecchio telegrafico da casa sua, ma a un certo punto interferenze con la radio militare insospettiscono il Moukhabarat, i servizi siriani.

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Il corpo di Cohen in via Marjeh a Damasco

 

Viene individuato, arrestato, torturato e impiccato dopo un processo di pochi giorni il 19 maggio 1965, nella piazza Marja al centro di Damasco. Il corpo è lasciato penzolare per ore, come monito, e poi sepolto nel cimitero ebraico della città. Ma pochi mesi dopo viene spostato, più volte, e infine sepolto nell’area che di lì a poco diventerà il quartiere Mezzeh della capitale siriana. Il Mossad è convinto che neanche gli apparati di sicurezza siriani sappiano più dove si trovi.

Ma due anni fa il nuovo capo, Yossi Cohen, ha ordinato di riprendere le ricerche. Le indagini, ad alto rischio, hanno portato finora al ritrovamento del lussuoso Omega, comprato da Cohen in uno dei suoi viaggi in Europa. Il Mossad ha trovato i documenti che confermano l’acquisto, e l’analisi di immagini dell’epoca ha accertato che era proprio l’orologio da polso dell’agente.

  (Stampa)

 

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