Reuven Rivlin
“Un duro colpo
alla fiducia ed alla pace”

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Pope Francis listens to Israel's President Reuven Rivlin as they exchange gift during a private audience in the Pontiff's private library at the Vatican September 3, 2015. ANSA / POOL REUTERS/ Tony Gentile

il presidente israeliano Reuven Rivlin è intervenuto sulla guerra in Siria e sui drammatici giorni che sta vivendo Aleppo. “Anche se la Siria non ha mai fatto pace con noi, non possiamo non vedere le immagini e sentire le voci delle persone che soffrono in Siria, e in quanto israeliani di ogni fede sentiamo il dovere di cercare di aiutare, e di far sentire la nostra voce.  Sono orgoglioso degli aiuti umanitari e dell’assistenza medica che molti israeliani stanno dando alla gente di Siria. So, purtroppo, che si tratta solo di una goccia nel mare. Ma tacere e non fare nulla non è un’opzione. Dobbiamo far sentire la nostra voce, dobbiamo agire, dobbiamo pregare”.

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E per quanto concerne alla scellerata decisione del Consiglio di sicurezza Rivlin ha condannato con sdegno e fermezza la decisione raggiunta.  “Più e più volte abbiamo teso la mano in pace, e abbiamo chiesto invano l’avvio di negoziati diretti senza indugi e senza precondizioni. La decisione di portare Israele al Consiglio di Sicurezza è stata sbagliata in quanto ha cercato di imporre precondizioni. Il compito più importante della comunità internazionale per contribuire a risolvere il conflitto è quello di costruire fiducia fra le parti. Il voto del Consiglio di Sicurezza è stato un duro colpo alla fiducia, e un duro colpo alla pace”. A proposito di Gerusalemme, Rivlin ha affermato che “Gerusalemme unita è la capitale di Israele e così sarà sempre: non vi è organismo internazionale che possa cambiare questo fatto”

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