Rivlin, No a contatti
con partiti xenofobi
e destra estrema

 

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“Chi rappresenta Israele deve tenersi lontano dall’estrema destra, da tutti quei movimenti e partiti che sono “contaminati da una storia di antisemitismo, negazionismo, che hanno promosso restrizioni contro pratiche religiose così come odio razziale e intolleranza”.

Ariel Muzicant

Ariel Muzicant

A scriverlo in una lettera (datata 20 dicembre ma resa pubblica solo recentemente) indirizzata alla Comunità ebraica austriaca, è stato Reuven Rivlin. Il Presidente d’Israele accoglie le preoccupazioni dell’ebraismo austriaco che aveva contestato la disponibilità dimostrata da alcuni politici israeliani nell’incontrare rappresentanti di partiti dell’estrema destra europea. A protestare nello specifico erano stati il vicepresidente del Congresso mondiale ebraico Ariel Muzicant e il presidente della Comunità ebraica di Vienna Oskar Deutch.

Oskar Deutsch, IKG Wien Foto: Clemens Fabry

Oskar Deutsch

Scrivendo al Presidente israeliano, i due avevano chiesto a tutti i rappresentanti dello Stato ebraico di “marcare una chiara linea rossa tra noi e coloro che rappresentano l’odio, il nazismo e l’antisemitismo”. Un loro in cui Muzicant e Deutch avevano inserito anche il Partito della Libertà austriaco, fondato nel dopoguerra da ex ufficiali nazisti. Il partito oggi si definisce di destra ma tra i suoi sostenitori, sottolinea tra gli altri il Times of Israel, ci sono i gruppi neonazisti.

Heinz-Christian Strache bei einer Wahlkampfveranstaltung der FPÖ am 18. September 2008 in Sankt Pölten.

Heinz-Christian Strache

Lo scorso anno il Partito della Libertà ha organizzato un incontro dal titolo “Il nuovo antisemitismo in Europa”, nel corso del quale il leader Heinz-Christian Strache aveva accusato “l’immigrazione incontrollata” di “importare l’antisemitismo islamico” in Europa. Secondo il partito al convegno erano presenti anche diversi ex parlamentari della Knesset.

Lo stesso Strache aveva incontrato in Israele alcuni membri del Likud, il partito del Primo ministro Benjamin Netanyahu.
Sulla falsa riga di quanto affermato da Rivlin – no a incontri con chi propugna l’odio antisemita e l’intolleranza – recentemente il ministero degli Esteri aveva fatto circolare una direttiva per i ministri israeliani in cui si invitava a non incontrare Kristina Winberg, membro di un partito di estrema destra svedese in visita in Israele come parte di una delegazione di parlamentari europei e statunitensi.

(Moked)

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