Roma, via le strade intitolate
ai firmatari delle leggi razziali

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Il sindaco di Roma Virginia Raggi

Virginia Raggi insiste: vanno smontate le targhe di largo e via Arturo Donaggio, a Torrevecchia, e di via Edoardo Zavattari, in zona Castel Romano. Non perché non siano due scienziati di spessore – il primo, Donaggio, è stato presidente della Società italiana di Psichiatria; il secondo, Zavattari, fu un grande biologo ed esploratore – ma perché entrambi firmarono il manifesto della Razza, di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario.

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Raggi, nonostante le perplessità che l’operazione ha suscitato fin dal primo annuncio, a fine gennaio, ne ha fatto una battaglia politica e ieri ha annunciato davanti a studenti e residenti di queste strade che «cambieranno nome» e che i nuovi “titolari” delle targhe saranno pescati da una lista di dieci nomi. Sette scienziati, due giuristi e uno storico. «Li sceglierete voi, sarete protagonisti», ha detto la sindaca, con toni un po’ da talent, durante un incontro al cinema Andromeda, con il vice Luca Bergamo, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari e la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, che sostiene l’iniziativa. Ad altri il «revisionismo» toponomastico dell’amministrazione grillina piace poco.

Francesco Rutelli

Francesco Rutelli

L’ex sindaco Francesco Rutelli, che con la sua giunta di centrosinistra, nel ’97, intitolò la strada a Zavattari – peraltro con lo stesso atto che dedicava un parco alle «Vittime del Razzismo» – già a gennaio argomentava che «le biografie vadano analizzate nel loro insieme e non selettivamente, inchiodandole a una fase» e che «la storia non va cancellata». Altrimenti, diceva Rutelli, «perché non cambiare nome al Policlinico Gemelli, visto che padre Agostino Gemelli fu tra i maggiori sostenitori delle politiche anti-ebraiche?»

Arturo Donaggio

Arturo Donaggio

Anche lo storico Maurizio Ridolfi mette in guardia dall’«uso politicizzato della toponomastica», perché «il passato va affrontato con serietà critica e rischia di diventare un terreno scivolosissimo per chi fa il politico o l’amministratore». Si rischia, sostiene Ridolfi, di farsi condizionare «dal contesto del momento, come avviene nelle città americane che distruggono le statue di Colombo». Ma così «ogni riferimento del passato viene meno».

Il Campidoglio però tira dritto e ieri ha presentato la lista dei dieci papabili per rimpiazzare Donaggio e Zavattari. Della rosa fanno parte Nella Mortara (fisica), Mario Carrara (medico), Pierina Scaramella (botanica), Enrica Calabresi (zoologa), Franco Rasetti (fisico), Emilio Segrè (fisico), Bruno Touschek (fisico), Francesco Ruffini (giurista e politico), Fabio Luzzato (giurista), Giorgio Levi della Vida (storico delle religioni).

 (Messaggero)

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