Rubati e rivenduti dati sensibili
di giovani militari dell’Idf

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 di Adir Amon –

I dati  personali di centinaia di migliaia di reclute dell’esercito sono stati prelevati da server Idf e venduti: a rivelarlo è stata  la Securities Authority israeliana. L’indagine dell’Isa ha rilevato che nell’unità di Meitav, che gestisce l’amministrazione del reclutamento, c’è stato un non controllato accesso ai file a migliaia di soldati Idf, le reclute tra il 2011 e il 2014.

Quattro sono i sospettati (soldati e civili che lavoravano all’unità amministrativa ai quali sono stati confiscati i computer, perquisite le case e interrogati dalla polizia): hanno hackerato i dati sviluppando un programma per computer che combinava i file Idf delle reclute e dei loro parenti, che poi hanno venduto a società di marketing e chissà a chi altro ancora.

La cerimonia giurata per le nuove reclute al Corpo Armato dell'IDF

La cerimonia di giuramento per le nuove reclute al Corpo Armato dell’Idf

Negli ultimi anni, molti soldati si sono lamentati di aver ricevuto chiamate di marketing non richieste da gruppi che sostenevano di offrire “assistenza”. Altri  hanno espresso la preoccupazione che informazioni personali sensibili su di loro, come il possesso di un passaporto straniero, girassero in modo incontrollato. Insomma gravi motivi e preoccupanti motivi di sicurezza.

Alon Bachar

Alon Bachar

Alon Bachar, a capo dell’unità per la protezione della privacy dell’Isa, ha dichiarato che le misure sulla privacy all’interno dell’Idf sono insufficienti. “L’esercito ha il dovere pubblico di proteggere la privacy dei militari e dei loro parenti per elementari ragioni di sicurezza. L’attuale sistema non garantisce tutto questo…”

 

 

 

 

 

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