Rusconi: “Nell’ex Germania Est
l’antisemitismo è dichiarato”

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di Gigi Di Fiore
Storico e politologo, il professore Gian Enrico Rusconi, docente emerito all’Università di Torino, è esperto di cultura e storia germanica su cui ha pubblicato una serie di libri.

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Gigi Di Fiore

Professore Rusconi, qual è il contesto politico-sociale in cui è maturato l’attentato terroristico contro la comunità ebraica a Halle?
«In quell’area, non distante dalla Sassonia, si sta sviluppando un clima culturale di involuzione sull’ideologia neonazista cui si richiama l’attentatore. Fino a qualche tempo fa, i gruppi della destra e i loro simpatizzanti non si dichiaravano apertamente nazisti, anche se le loro narrazioni lo erano. Ora siamo di fronte a un attentato che fa espliciti richiami a quell’ideologia. È un cambio di clima politico e culturale».
Qual è l’aspetto più drammatico di su questo cambiamento di clima?
«Gli ebrei vengono dichiarati nemici, è un passo in avanti del fastidio verso il senso di colpa nei confronti del nazismo. Si comincia, e in maniera brutale, a enfatizzare l’antisemitismo».

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Gian Enrico Rusconi

I grupppi che si richiamano a queste ideologie sono isolati?
«Siamo di fronte a una soglia d’allarme. Prima nessuno ne parlava, oggi questi gruppi sono in Germania un fenomeno da tenere sotto osservazione. E c’è chi li legittima, anche se questi gruppi sono passati dalle parole all’azione sanguinosa».
Non è un caso che l’attentato di due giorni fa sia stato compiuto nella Germania dell’est?
«No, non è un caso. Siamo in un’area dove, 30 anni dopo la caduta del crollo del muro di Berlino, aumentano le sacche di scontenti, di delusi dall’unificazione tra le due Germanie. C’è chi riparla di nuovo di due Germanie, con nostalgia verso la Ddr».

afd-germania-destra-2Tutto questo si riflette anche sulla realtà politica?
«Sicuramente. Nell’ultimo voto in Sassonia, il partito Afd, l’Alternative fur Deutschland che si richiama a ideali nazionalisti e alla destra, è diventata la seconda formazione politica. Lo stesso è avvenuto nel Brandeburgo. Un tedesco dell’est su quattro alla fine ha votato per l’Afd ed è stata una grande novità, che incalza i consensi detenuti dal Cdu, il partito della Merkel».
È dimostrazione del crescente disagio sociale nell’ex Ddr?
«Senza dubbio, ma sconcerta non riuscire a trovare nella politica tedesca chi sia in grado di intercettarlo per affrontarlo e trovarvi rimedi».
Vuol dire che il mondo politico tedesco è inadeguato a completare l’integrazione, soprattutto economica, tra est e ovest che resta ancora da perfezionare?
«Vedo una classe politica tedesca incerta. La stessa Merkel, che ha perso consensi, non riesce più a governare una realtà complessa che risente anche di un contesto internazionale mutato e confuso negli ultimi dieci anni. Ecco perché la nuova destra è riuscita ad appropriarsi in Germania della rivoluzione del 1989-90, criticandone gli esiti».

epa07907490 Police guard a crime scene near a Synagogue after a shooting in Halle, Germany, 09 October 2019. According to the police two people were killed in shootings in front of a Synagogue and a Kebab shop in the Paulus district of Halle in the East German federal state of Saxony-Anhalt. Police stated a suspect is already in arrest. Media report the mayor of halle speaks of an amok situation.  EPA/FILIP SINGER

In questo contesto, il pericolo di ulteriori attentati e manifestazioni antisemite resta in agguato?
«Si, giovani, quelli che non erano nati ancora nel 1989, sono tererno fertile. E la situazione rischia di diventare esplosiva, se la politica tedesca non riesce a governarla».
Non vede all’orizzonte statisti o personalità tedesche in grado di succedere alla Merkel?
«No, nel Cdu obiettivamente la Kramp-Larrenbauer non è all’altezza della Merkel. Vedo, nel suo complesso, una classe politica incerta. Nel mio libro “Dove va la Germania?” cercavo risposte alla domanda contenuta del titolo. Mi sembra che, in questo momento, si possa dire che, nell’incertezza, la Germania non vada adesso da nessuna parte».

Il disagio economico, soprattutto nell’ex Ddr, rischia di riflettersi anche sugli scenari europei?
«Tutto è naturalmente relativo e il disagio economico tedesco va inserito comunque nel contesto produttivo dell’intera Germania. Si sottovaluta quanto il contesto internazionale possa influenzare anche gli scenari tedeschi nel suo peso geopolitico. Mi sembrano assurde, ad esempio, le politiche di ritorno ad un sistema di dazi. Anche il rapporto con la Francia, dove Macron non sembra avere la statura di certi suoi predecessori, è per la Germania più di complicità che di collaborazione».
Insomma, una situazione preoccupante?
«Sì, perché la classe politica tedesca è in preda all’incertezza e mi sembra che, anche di fronte all’attentato di Halle, non sappia come muoversi per affrontare una realtà in evoluzione»

(Mattino)

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