Salvato il Salone del libro
Morta la libertà di pensiero

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Halina Birenbaum con il sindaco di Torino Appendino ed il governatore del Piemonte Chiamparino

di Mattia Feltri –

Il Salone del Libro s’è aperto senza l’editore Altaforte, e senza che io abbia capito quali titoli attentino alla democrazia, anche dopo avere scorso il catalogo (Drieu La Rochelle, Julius Evola, Ernst Jünger e naturalmente molta paccottiglia fascista che chiunque frequenti i libri si ritrova sotto al naso da decenni, e nessun tribunale ha mai giudicato illegale).

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Mattia Feltri

La decisione è stata politica, e forse necessaria dopo la disastrosa gestione del caso, per salvare il Salone da defezioni dolorose come quella della reduce di Auschwitz, Halina Birenbaum. Salvato il Salone, non si è salvata la libertà di pensiero che, nella Prima repubblica, consentì a Giorgio Pisanò di presentare il suo movimento, Fascismo e libertà, al Senato. E sottolineo Senato.

Giorgio Pisanò

Giorgio Pisanò

La democrazia, lo si è detto, soccombe al prevalere dell’estremismo, e per fortuna talvolta prevale la parodia. Capita che il senatore leghista Simone Pillon abbia scambiato una statua di Luigi Ontani (allestita a Vergato, Bologna, e costituita da un tritone, un fauno, e un cupido) per un monumento a messer Satanasso e alla pedofilia.

Simone Pillon

Simone Pillon

La notizia ha scosso gli esorcisti radunati all’Ateneo Pontificio Regina Apostulorum, che hanno intuito l’incedere dell’ombra di Lucifero. Due notti fa, qualche fervente difensore delle tradizioni cristiane ha imbrattato la scultura di sterco di maiale, e ieri è comparso un tizio, ex concorrente dell’Isola dei famosi, che si è dichiarato ambasciatore di San Michele Arcangelo inviato a neutralizzare le presenze diaboliche. A ben pensarci potrebbero essere una spiegazione, per un paese atterrito dai libri e dalle statue.

(Stampa)

 

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