Scontro ideologico
sul cibo non-kosher

epa05443966 People walks past a Kosher New Deli restaurant in central Jerusalem, Israel, 27 July 2016. The word Kosher in hebrew means 'fit' and is used mostly in a context of food consumption. According to 'halakha' (Jewish law), the food must be reviewed and approved by a qualified rabbi. Kosher restaurants in recent years have experienced a boom worldwide.  EPA/ABIR SULTAN

Uno spot pubblicitario di una rete israeliana di supermarket che propone anche cibo non-kosher (fra cui carne suina) ha destato sul web immediato interesse – oltre 100 mila visioni in pochi giorni – e ha aperto un aspro dibattito ideologico fra i fautori di uno Stato laico e quanti invece preferirebbero che almeno nelle aree pubbliche fosse imposta la ortodossia ebraica.

David Ben Gurion

David Ben Gurion

Per catturare l’attenzione degli spettatori la rete Tiv-Taam ha fatto ricorso nel suo spot alla voce stentorea del padre della Patria, David Ben Gurion, in un brano in cui assicura che Israele garantisce per tutti ”libertà di religione, di educazione, di cultura e di lingua”. Su queste basi Tiv-Taam conclude: ”Ciascuno di noi deve essere libero di decidere: come vivere, di cosa cibarsi, e quando fare acquisti”. Ossia di poter mettere in tavola carne non-kosher, o di fare la spesa anche nel giorno del riposo sabbatico.

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Lo spot è stato lanciato mentre nella città di Ashdod (a sud di Tel Aviv) si sono avute di recente manifestazioni di protesta contro la chiusura di negozi che erano aperti di sabato. Sulla pagina Facebook di Tiv-Taam si stanno moltiplicando le reazioni di collera di quanti vedono in quella pubblicità un affronto all’ebraismo.

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”Ma quale scelta ? – si chiede irritato Lior S. – L’ebreo ha una sola verità, una sola Torah”. Altri replicano che è pure possibile vivere da ebrei senza essere ortodossi.

E Haaretz osserva con malinconia che un dibattito così animato sia stato innescato in fin dei conti dalla possibilità o meno di consumare un prosciutto e di fare acquisti di sabato. ”Questo – scrive un commentatore – e’ quanto ci resta oggi della visione di Ben Gurion”.

(Ansamed)

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