Se gli ebrei sono “gli altri”
che diffondono il male nel mondo

La scritta di solidarietà con le vittime di Pittsburgh proiettata domenica sulle mura di Gerusalemme

La scritta di solidarietà con le vittime di Pittsburgh proiettata domenica sulle mura di Gerusalemme

di Anshel Pfeffer  –

Tra il 2012 e il 2015 una serie di attentati contro enti ebraici – una scuola, un centro sociale, un museo, una drogheria kasher – in tre diversi paesi d’Europa, hanno causato la morte di 13 persone. Tutti quegli attentati hanno un elemento in comune: sono stati eseguiti da musulmani immigrati o figli di immigrati. Sabato scorso, undici persone sono state uccise nella sinagoga “Albero della vita” di Pittsburgh da un americano che accusa gli ebrei di “aiutare gli immigranti”.

Anshel Pfeffer

Anshel Pfeffer

È un crudele paradosso, analogo a quello dei tempi in cui gli ebrei venivano accusati allo stesso tempo di essere capitalisti parassiti e pericolosi comunisti. Analogo anche al paradosso più recente, sottolineato da Amos Oz, per cui qualche decennio fa sui muri d’Europa compariva la scritta “Ebrei, tornatevene in Palestina” e oggi compare la scritta: “Ebrei, andatevene dalla Palestina”.

Amos Oz

Amos Oz

Inserire un qualunque atto di odio violento in un contesto politico è difficile e spesso nasconde significati più ampi. Tutto è politica, e se ci si applica abbastanza si trovano sempre ragioni politiche per odiare gli ebrei. Ma troppo contesto politico finisce col giustificare l’odio.

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Dunque, come possiamo inserire in un contesto l’assassinio di ebrei in Europa e negli Stati Uniti quando le motivazioni “politiche” appaiono talmente contraddittorie? Nell’arco di soli sei anni, il modo in cui parliamo di antisemitismo si è rapidamente evoluto. Quando gli ebrei venivano uccisi in Europa, abbiamo parlato della minaccia proveniente dal terrorismo islamista. Sulla scorta delle manifestazioni di sentimenti giudeofobi nel partito laburista di Jeremy Corbyn in Gran Bretagna e in movimenti come “Black Lives Matter” negli Stati Uniti, abbiamo iniziato a parlare di antisemitismo all’interno della sinistra radicale.

Black Lives Matter”

Negli ultimi mesi, con la velenosa campagna – che va dall’Europa dell’est all’America (e che include anche settori della destra israeliana) – contro George Soros, sovraccarica di classici temi da Protocolli degli Anziani di Sion, siamo infine tornati a considerare la minaccia concreta e presente del razzismo dell’estrema destra. Ma nessuno, nemmeno nei suoi peggiori incubi, immaginava che la minaccia sarebbe tornata a galla così presto nella forma del più grave attentato antisemita nella storia degli Stati Uniti.

Quindi, da dove viene la minaccia alla vita ebraica? Dagli islamisti? Dalla sinistra radicale? Dall’estrema destra? E non abbiamo nemmeno menzionato l’eterna questione di come e quanto anti-sionismo e antisemitismo finiscano con il sovrapporsi. Quanto sono paragonabili la situazione degli ebrei in Europa e quella degli ebrei in America, in questo momento? In ogni attacco omicida antisemita in Europa dell’ultimo decennio a premere il grilletto è sempre stato un musulmano immigrato o figlio di immigrati.

luogo dell’attentato antisemita a Pittsburgh

Sabato scorso, a Pittsburgh, l’assassino era un suprematista bianco che odia gli immigrati musulmani con la stessa passione omicida con cui odia gli ebrei. In un certo senso, è meno complicato avere a che fare con un crimine violento commesso contro gli ebrei nel quale il Medio Oriente non abbia una parte rilevante: per molti liberal, e per gli ebrei liberal, la schizofrenia del razzismo che proviene dalle frange dell’estrema destra, dove esiste una lunga storia di odio anti-ebraico con cui fare i conti, è più facile da comprendere e affrontare.

La realtà, tuttavia, è che vi sono tratti comuni a tutti gli attacchi oggi contro gli ebrei. In tutti questi attacchi, gli ebrei vengono visti come “gli altri” che diffondono il male nel mondo. In tutti questi attacchi, siamo di fronte a una nuova mutazione del solito vecchio virus, oggi diffusa dalle teorie complottiste on-line che abbondano su ambedue i versanti dello spettro politico, con molte voci e molti siti web che assecondano e compiacciono entrambe.

(Ha’aretz)

 

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