Se il tempo è il cuore dell’esistenza

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di Giorgio Linda –

Non sono un critico letterario professionista, non sono imbeccato da alcun Editore né coinvolto in alcun Premio Letterario, sono semplicemente un lettore e da semplice lettore condividerò con voi le mie impressioni , positive o negative, su alcuni libri letti. Questa volta tocca a “Il Sabato- Il suo significato per l’uomo moderno” – Abraham Joshua Heschel – Garzanti

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Giorgio Linda

Dedico con intenzione la prima recensione del 2020 a quello che è uno dei miei “libri del cuore”, un testo che ha avuto un posto significativo nella mia vita e a cui mi lega una profonda gratitudine. Abraham J.Heschel, nato da una famiglia di chassidim a Varsavia, dopo la laurea a Berlino successe a Martin Buber nella cattedra di Francoforte.

Emigrato in America , insegnò etica e mistica ebraica e nelle sue opere di filosofia e teologia contemperò la vasta cultura e la profondità di pensiero con una calda, affettuosa umanità.

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Certamente in quest’opera, che è religiosa, filosofica e letteraria nello stesso tempo , Heschel  si rivolge primariamente ad un lettore ebreo , ma il sottotitolo rivela chiaramente che questa meditazione sul significato profondo del Sabato può essere preziosa anche per chi ebreo non è.

“La civiltà tecnica- esordisce l’Autore- è la conquista dello spazio da parte dell’uomo. E’ un trionfo al quale spesso si perviene sacrificando un elemento essenziale dell’esistenza, cioè il tempo” e il tempo è il cuore dell’esistenza.

Abraham Joshua Heschel

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Con il suo lessico piano ed empatico,  Heschel nella prima parte del saggio spiega al suo lettore ebreo che il Sabato è fatto per celebrare il tempo. Per sei giorni alla settimana noi viviamo sotto la tirannia delle cose nello spazio; il Sabato ci mette in sintonia con la santità del tempo. Per sei giorni alla settimana lottiamo con il mondo, spremendo profitto dalla terra; nel settimo giorno ci interessiamo con cura speciale dei semi di eternità piantati nella nostra anima .

Per sei giorni della settimana noi cerchiamo di dominare il mondo, nel settimo giorno cerchiamo di dominare il nostro ego. Così- egli ricorda- la fede dell’ebreo non è una via per uscire dal mondo, ma un modo per esservi dentro e al di sopra; una via che non porta a rifiutare la civiltà, ma a superarla tant’è che la soluzione del problema più tormentoso dell’umanità non si troverà rinunciando alla civiltà tecnica, ma conquistando un certo grado di indipendenza da essa.

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E poi il colpo d’ala: “il Sabato ci fa essere ciò che siamo, indipendentemente dalla nostra istruzione, dal nostro successo mondano : il Sabato è un giorno di indipendenza dalle condizioni sociali. Il Sabato non è tempo per ricordare i peccati, per confessare o pentirsi e nemmeno per invocare sollievo o chiedere qualunque cosa di cui possiamo avere bisogno: è un giorno fatto per la lode , non per le suppliche “.  Il Sabato infine  è un giorno di armonia e di pace, è comunione dell’universo con Dio.

Nella seconda parte del saggio , Heschel amplia il discorso e lo porta fuori dall’ortoprassi ebraica: “niente è così difficile da sopprimere quanto il desiderio di essere schiavi della nostra meschinità” pertanto l’uomo deve coraggiosamente, incessantemente , serenamente lottare per la propria libertà interiore, la quale si realizza sottraendosi sia al domino delle cose che a quello della gente. “Il nostro problema è proprio questo: come vivere con gli uomini e restare liberi, come vivere con le cose e restare indipendenti”.

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Esistere non significa essere nel mondo senza speranza, buttati lì, passivamente. Esistere significa assistere insieme con il mondo allo svolgersi del tempo, significa “essere testimoni della creazione del mondo”

Insistendo su un tema che gli è caro , Heschel sottolinea che il tempo è breve “e perciò devo essere pronto a vivere il torrente della meraviglia . Non devo perdere ciò che non si ripeterà mai più”(…)”non dobbiamo lasciarci sfuggire il momento, anzi dobbiamo riempirlo di un significato”

“Fermati e guarda” –egli dice-perché il tempo non è perso quando si sappia percepire la coincidenza del nostro essere con tutti gli esseri. Chi vive nella consapevolezza di questa meraviglia sa che lo scopo di tutti gli atti umani è di santificare il tempo. “Tutto quello che occorre per santificare il tempo è Dio, un’anima e un momento. E questi tre elementi ci sono sempre”

 

 

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