Se l’antisemitismo si fa “notizia”

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di Roberto Pesolillo –

Il recentissimo articolo apparso sulla testata web del Fatto Quotidiano, intitolato “Criticare Israele si può. E non chiamatemi antisemita” ha provocato in me un terribile disgusto. Certo che criticare Israele si può. Israele è un Paese realmente democratico.

 Roberto Pesolillo

Roberto Pesolillo

E allora qualche breve considerazione a margine. Chiunque abbia letto quell’articolo intuirà che è frutto di un odio viscerale contro Israele, oltre a essere un concentrato di ignoranza e pregiudizio, colmo di gravi accuse, non supportate da precisi riscontri storici, ad iniziare dalla frase “artificiosa costituzione dello Stato ebraico”, come se la fondazione di Israele fosse stato un atto coercitivo e non fosse voluta dalle Nazioni Unite (o Società delle Nazioni), che ritennero opportuno donare una nazione sia agli ebrei (che comunque hanno da sempre abitato Israele) sia agli arabi “palestinesi”, che invece rifiutarono tale decisione dichiarando guerra a Israele.

E’ disgustoso leggere frasi quali: “La Shoah è stata un orrore, ma questo non significa che chi l’abbia subita abbia il diritto di fare violenza su altri”. Disgustoso. Di quale violenza si parla? Sicuramente il popolo ebraico ne ha ricevuta tanta. Israele ne subisce anche oggi, e ogni giorno, considerato che è sotto attacco dei terroristi di Hamas e di altri gruppi che minacciano la sua distruzione e l’uccisione di tutti gli ebrei. E allora chi fa veramente violenza sugli altri? Ed ancora: perché Israele non dovrebbe avere il diritto di difendersi? Ovviamente anche Israele può commettere errori. Ma anche in questo dimostra di essere un vero e proprio Stato di diritto, che non esita a processare e condannare anche i suoi stessi uomini che vìolano la legge.
La lettura dell’articolo regala altre “perle” di vero antisemitismo. L’autore è tornato indietro nel tempo, fino all’operazione Piombo fuso del 2008, citando dati riportanti morti e feriti quantomeno discutibili, considerata la fonte: “Palestinian center fo human rights”.

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A tal proposito non poteva mancare la ciliegina sulla torta: il riferimento al famoso fosforo bianco, buttato in mezzo con la frase “quando fu usato il fosforo bianco”, in modo da lasciar presupporre chissà quali gravi crimini commessi da Israele con l’uso di armi chimiche. Ebbene, non esiste un documento che attesti che usa sola vittima di Gaza possa essere deceduta a seguito dell’uso del fosforo bianco. Un dettagliato rapporto della Croce Rossa ha chiarito che Israele ha effettivamente usato tali proiettili, ma non esiste alcuna prova che il fosforo bianco fosse stato usato contro i civili. Tale sostanza potrebbe essere stata impiegata al solo scopo di illuminare i targets da dove Hamas lanciava i suoi ordigni.
Altra accusa indegna citata nell’articolo: “L’IDF (l’Esercito israeliano, ndr) costrinse i bambini palestinesi a camminare di fronte ai loro mezzi trasformandoli in piccoli scudi umani”. Accusa veramente subdola e non supportata ovviamente da alcuna prova. E’ invece comprovato che l’esercito israeliano prima di intervenire avesse sempre avvertito pubblicamente la popolazione civile: è assolutamente comprovato che solo Hamas ha utilizzato i civili come scudi umani.

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In conclusione (sorvolando sulle ulteriori falsità riportate a proposito dell’operazione “Margine protettivo”), l’ultimissima assurda illazione: “Si pensi al fatto che sono in molti a pensare che appoggi l’Isis per abbattere Bashar Al Assad”; l’articolo si conclude con una citazione di Vittorio Arrigoni. E’ bene ricordare che Israele combatte già l’Isis ai confini della Siria e si può affermare che è già sotto attacco dell’Isis, in quanto risultano precisi legami tra l’Isis e gruppi terroristici palestinesi. D’altronde, a proposito di Arrigoni, l’omicida palestinese dell’attivista italiano è morto in Iraq combattendo proprio con l’Isis.
Mi chiedo infine: come è possibile che il Fatto Quotidiano possa pubblicare simili amenità? Non è la prima volta che accade. E’ stata già inviata una lettera al direttore, Marco Travaglio e attendiamo fiduciosi un gradito riscontro. Intanto questo articolo ha ottenuto oltre 8000 (mi piace) e lo scatenarsi di centinaia di commenti di chi aveva sete di antisemitismo, non di verità.
Bel risultato. Segnalo questa vergogna al fine di proporre qualsiasi iniziativa che possa fermare questa macchina di fango che Israele non merita.

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