Se l’esercito ha un cuore…
Sfiorata una tragedia

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Il terrorista ferito viene trasportato sulle spalle dai soldati dell’Idf

di Gianpaolo Santoro –

Una guerra è sempre una cosa sporca. Il dolore, il sangue, la rabbia, la morte, la solitudine. Una guerra non ha mai un vero vincitore. Il prezzo sarà stato sempre troppo alto. Una guerra è sempre una cosa sporca. Ma è ancora più sporca e più infame se c’è un esercito che combatte con regole precise, leggi, protocolli di intervento. E se non bastasse una coscienza, un’anima, un cuore. E dall’altra parte solo delle iene assetate di sangue.

Per capire meglio quello che stiamo cercando di dire ci aiuta la cronaca, uno dei tanti episodi (ma emblematico) di quella striscia di morte e di terrore che è diventata la barriera di Gaza. Uno terrorista cerca di superare il confine, non si ferma davanti agli avvertimenti dei soldati dell’Idf che allora si vedono costretti a sparare. Non sparano per ucciderlo ma solo per fermarlo. Anzi fanno molto di più. Subito si preoccupano delle sue condizioni fisiche, cercano di prestare i primi soccorsi ma poi decidono che è meglio portarlo in ospedale. E per farlo se lo caricano sulle spalle…

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Una volta al pronto soccorso i medici lo prendono in cura ma, al momento di spogliarlo, per medicarlo si rendono conto che quell’uomo era una bomba umana. Aveva un corpetto con una carica esplosiva pronta all’uso. In pochi momenti è scattato l’allarme, è stato evacuato l’intero ospedale. Solo un miracolo ha evitato un disastro, ha evitato che il terrorista riuscisse ad azionare il comando.

Potevano non preoccuparsi, potevano lasciarlo lì ferito, in fondo era un terrorista che voleva superare la barriera di confine, insomma un esercito normale non si sarebbe accollato un problema in più. Ed invece il modo di fare la guerra dei soldati dell’Idf è diverso, non solo ha precise regole di comportamento, ha qualcosa in più: ha un’anima.

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Dei ragazzi in uniforme si preoccupano di portare sulle spalle un terrorista in ospedale per curarlo, senza sapere che stavano trasportando un “cavallo di Troia imbottito di esplosivo”. Un gesto umanitario che stava trasformandosi in una tragedia. La guerra è sporca. Ma quella di Hamas fa schifo. Terribilmente schifo

 

 

 

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Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista