Se Trump era un Hitler biondo
Alì Khamenei
sarà almeno Paperino?

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 di Gerardo Verolino –

Che fine hanno fatto tutte quelle moltitudini di donne, dichiaratamente femministe e naturalmente di sinistra, militanti indefesse del pensiero unico globalizzato sull’immagine della donna che a loro fa più comodo, che protestarono rabbiose contro il Presidente Trump tra le strade delle più importanti città del mondo, da Roma a Berlino, da Milano a New York, da Mosca a Sidney fino a Parigi, di fronte a quello che sta accadendo alle loro “colleghe” iraniane scese in questi giorni in piazza contro il regime teocratico degli ayatollah e contro le quali la spietata polizia di Stato sta usando deliberatamente le armi?

 Gerardo Verolino

Gerardo Verolino

Dove sono quelle che, appena un anno fa  indossando il “pussy hat”, il berretto rosa simbolo dei diritti delle donne, dicevano “dobbiamo mettere fine alla carneficina di Trump”? Chissà se la scrittrice Erica Jong è ancora in ansia come dichiarava di esserlo un anno fa quando definiva un incompetente il presidente che cerca volutamente la “contrapposizione col mondo musulmano”. Lei, oggi, non ha niente da dire su quel mondo musulmano che opprime la donna in Iran?

La scrittrice Erica Jong

Erica Jong

Era appena un anno fa proprio in questo periodo, il 21 di Gennaio, che, solo a Washington, 500 mila donne affollavano le strade  producendosi in canti, balli e performance varie  per accusare Trump di essere un bullo sessista che calpesta la dignità delle donne. C’erano la storica femminista ottantenne Gloria Steinem, ma anche la cantante Madonna che si esibì in gesti sconci e parole volgari in diretta televisiva, oltre a Charlize Theron e Scarlett Johansson.

Hillary Clinton 2

Hillary Clinton

Addirittura  si ricorda che in quei giorni  Hillary Clinton  lanciò la campagna  “Women rights are human rights” (i diritti delle donne sono diritti umani) mentre twittava sulle “womensmarch” sulle donne in marcia. Qualcuno ha letto, in queste ore, di un analogo twitter della signora ex segretario di Stato Clinton? Forse sarà ibernata in qualche località sciistica insieme all’ex first-lady Michelle Obama che non perde occasione per puntare il dito contro Trump.

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E che fine ha fatto la ministra degli esteri europea, signora Federica Mogherini- come già raccontato diffusamente nell’articolo di Gianpaolo Santoro a lei dedicato- che ama mostrarsi  oltremodo ossequiosa verso i rappresentati dell’Islam, anche quelli più antidemocratici e sanguinari della Terra, da portare sempre con sè, quando l’occasione lo richiede, un velo o un burqua pret-a porter ?

La Boldrini velata

La Boldrini velata

E c’è qualcuno che ha ascoltato la voce gracchiante della signora Presidenta Boldrini sempre così loquace sul tema dei diritti delle donne mentre la povera ragazza simbolo della protesta di queste ore viene arrestata dagli spietati Guardiani della Rivoluzione iraniana senza sapere dove verrà (de) portata e che trattamento le verrà riservato? E le daciemaraini? E le sabineguzzanti quelle che Berlusconi è un mostro depravato sempre e comunque e che merita il pubblico ludibrio per le sue continue esternazioni-tipico esempio di un  gallismo italiano retrò- quando incontra una bella ragazza?

Pantheon. Marcia delle donne contro Trump - fotografo: Andrea Panegrossi

Pantheon. Marcia contro Trump (foto Andrea Panegrossi)

E Asia Argento, la donna che ha svelato al mondo lo scandalo delle molestie sessuali nel dorato ambiente  del cinema (con un ventennio di ritardo dai fatti e con un cospicuo numero di film all’attivo nel frattempo) non sente adesso il dovere di dire una parola? Weinstein forse è peggio di Khamenei?

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Niente, silenzio. E ancora, dove sono  le donne dell’anno come sentenziato dalla copertina di “Time”: Ashley Judd, l”Argento americana, quella che alla marcia delle cinquecentomila scandiva slogan nei quali paragonava Trump a Hitler mentre adesso forse paragonerà Alì Khamenei a Paperino, o Taylor Swift, Susan Fowler, Adam Iwu e Isabel Pascua?

Qualcuno ha sentito una loro, seppur flebile, protesta? Niente.  Forse è  più comodo accerchiare Harvey Weinstein quando è a terra. Mica è sempre vero che “siamo più forti della paura” come  gridavano quelle  centinaia di migliaia di scalmanate a Washington. Quanta reticenza a prendersela con le Guide Supreme dell’Iran senza passare per beceri islamofobi secondo le consuetudini della società delle belle maniere.

Giovanna Botteri

Giovanna Botteri

E le telegiornaliste, dalla Botteri alla Varetto, sempre corrucciate al solo sentire il nome del misogino, machista, rozzo Presidente americano che considerano all’incirca come un grasso maiale che siede abusivamente su quella  poltrona che ha conosciuto le nobili terga obamiane,  perchè non promuovono adesso  una campagna in  difesa delle ragazze iraniane che vogliono vivere libere esattamente come loro?

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Dal momento che proprio  su questo si fonda la protesta delle giovani iraniane. Sul fatto che nel plumbeo e autoritario Stato khomeinista non possono condurre la stessa comoda vita che, nelle nostre placide democrazie, conducono le Botteri, le Varetto o chiunque altra, senza i lacci e le costrizioni che la legge islamica impone loro. Vogliono solo questo.  Vogliono il nostro stile di vita fatto della libertà di vestirsi come meglio si crede. Di andare al cinema. Di ascoltare musica. Di navigare su internet senza censura. Di vivere la propria sessualità liberamente come avviene per  i più fortunati ragazzi cresciuti nelle nostre troppo vituperate società liberali.

Chiedono di  vivere  insomma “all’occidentale”. Quello stile di vita che da noi  molti criticano. Ma che loro agognano.

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