Senza foglia di fico

 

di Niram Ferretti

 

Francamente non si vede dove sia lo scandalo nelle parole di Yassine Baradei (nella foto sotto), segretario generale dell’UCOI , il quale ha recentemente affermato che per l’Islam, ebraismo e cristianesimo sono una eresia e che l’Islam viene per “correggere gli storpiamenti apportati nelle sacre scritture residue (Torah e Vangelo). Questo è un punto del credo molto importante che molti musulmani non hanno ben chiaro”.

L’Islam si propone come religione primigenia dell’umanità, esso sarebbe, per i suoi fedeli, il messaggio increato originario e, in questo senso, tutti gli uomini sono, inconsapevolmente, musulmani, così come lo erano i profeti ebrei e Gesù. Musulmani si diventa di fatto, però convertendosi all’Islam e così riconoscendo e certificando la propria appartenenza.

Naturalmente, chi, da non musulmano, professa o non professa un’altra fede, si trova nell’errore, così come si trovano nell’errore Torah e Vangeli, relativamente a ciò che l’Islam afferma. Il fatto che, cronologicamente la Torah e i Vangeli precedano il Corano è del tutto irrilevante, poichè se la Madre del Libro è increata e sta presso Allah, lo è dall’eternità e ciò che è storicamente precedente, diventa, in questa prospettiva, successivo e spurio.

Dunque Baradai non ha fatto che dire ciò che è teologicamente corretto dal punto di vista rigorosamente ortodosso.

Scrive Alain Besancon.

“Quali sono i rapporti di filiazione che legano la Bibbia al Corano? Non c’è nessun rapporto assicurano i musulmani: Maometto era analfabeta. Dio ha dichiarato al Profeta: ‘Prima tu non conoscevi cosa fossero le Scritture e la fede’. Che esistano affinità è più che naturale, dicono, dal momento che tutti gli ‘inviati’ hanno ricevuto lo stesso messaggio, e se vi sono differenze è perché ebrei e cristiani lo hanno mutiliato e falsato…Tutti i profeti posseggono la stessa conoscenza e proclamano il medesimo messaggio, l’Islam. Sono insomma tutti musulmani.”

Ci dispiace dare ragione a Yassine Baradei, anzi no, non ci dispiace affatto, perchè dice chiaramente quello che altri non dicono, non vogliono dire, ma, come lui, pensano.

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