Si scrive pace ma si legge guerra

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di Fiamma Nirenstein –

Certo, pace! Hamas adesso vuole la pace, anzi, lo annuncia Yahya Sinwar, il suo capo. Lo fa in un’intervista a Repubblica che in realtà è poi Yediot Aharonot, giornale popolare israeliano, che l’ha pubblicata. Lui nega di averlo saputo, ma è chiaro: l’intervista è un messaggio politico a Israele che non contiene promesse di pace, ma semmai una minaccia di guerra.

Fiamma Nirenstein 3

Fiamma Nirenstein

Se volete capire il Medio Oriente, dovete leggere bene quello che l’arciterrorista scelto nel febbraio del 2017 come capo di Hamas intende quando dice pace, proviamo a decifrarlo: «Voi sapete benissimo che cosa siamo capaci di fare, ne portate i segni sulla vostra pelle. Benissimo. Potrebbe interrompersi per un po’, ma potrebbe peggiorare.

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I nostri terroristi sono pronti, i giovani che mandiamo a morire al confine con gli aquiloni e le bombe molotov, pure. Queste le condizioni: se non imponete ad Abu Mazen, voi che siete amici suoi, di fornirci i fondi che ci ha tagliato e di cui abbiamo estremo bisogno, se non lo costringete a consentire al Qatar, all’Iran, a tutti i nostri vari simpatici finanziatori di far convergere nelle nostre tasche i soldi e i beni che ci spettano… qui esplode tutto. Altrimenti, almeno per un po’, saremo degli agnelli, e bloccheremo gli attacchi terroristici e le “marce del ritorno” che possono diventare molto più violente».

Yehiya Sinwar

Yehiya Sinwar

Sinwar dice nell’intervista, che naturalmente subito viene promossa a titolo strategico da tutti quelli che in fondo trovano simpatica un’organizzazione islamista dedita all’omicidio sistematico di innocenti: «Non dico che non vogliamo più combattere ma che voglio porre fine all’assedio»; ma questo significa semplicemente: fate capire a Abu Mazen di piantarla di chiederci le armi in cambio dei soldi, le armi ci servono, il potere sarà nostro.

Sinwar è un intelligente inventore di strategie che combinano la violenza delle dimostrazioni lungo i confini con una pretesa di legalità; la fedeltà alla fratellanza musulmana con la richiesta di aiuto al suo peggior nemico al-Sisi; il terrorismo con la diplomazia.

Masked youth cadets of the Ezzedine al-Qassam Brigades, the armed wing of the Palestinian Islamist Hamas movement, stand holding Kalashnikov assault rifles at a march in the southern Gaza Strip city of Khan Yunis on September 15, 2017. / AFP PHOTO / SAID KHATIB

Sinwar, che è stato in galera 22 anni e che è uscito con lo scambio di terroristi con Gilad Shalit, è un tipo che ha ammazzato letteralmente con le sue mani quelli di cui ha sospettato connivenze con gli israeliani, che dice frasi tipo «Abbiamo deciso di fare dei corpi delle donne e dei bambini una diga per bloccare il collasso arabo».

Adesso urbanamente di fronte alla mancanza di denaro e di accesso e alla decisione di Abu Mazen di chiudere i cordoni della borsa, poiché fronteggia il disagio dei suoi, tramite la Repubblica e Yediot, Sinwar chiede l’intervento israeliano per salvarlo, e usa come scudo l’idea di cessare l’assedio.

(Giornale)

 

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Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein

Giornalista