Siglato il protocollo
per la salvaguardia
del “patrimonio ebraico”

 

Diciannove libri sottratti alla Comunità ebraica di Roma durante il periodo delle persecuzioni naziste sono tornati a casa. Sono una piccolissima parte di quei settemila volumi che furono accuratamente scelti e razziati dai nazisti il 13 ottobre 1943. Con la firma del protocollo di intesa tra il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri e la Comunita’ ebraica di Roma “si definisce un percorso investigativo ma anche morale verso chi non c’è più” ha commentato la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello.

  • Ruth Dureghello

Nei giardini del Tempio Maggiore di Roma, la firma si è svolta alla presenza del Sottosegretario per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo Anna Laura Orrico, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, della direttrice Generale degli archivi, Anna Maria Buzzi, del direttore degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt e del Generale di Brigata del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Roberto Riccardi.

Il protocollo siglato oggi regola la collaborazione tra il comando Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri e la Comunità ebraica per la salvaguardia del patrimonio artistico culturale.

Le aree di intervento previste dal documento riguardano la promozione di iniziative in tema di prevenzione e contrasto del traffico illecito di oggetti di cultura ebraica e la condivisione di informazioni relative ad oggetti di origine o uso ebraico provenienti da furti o sottrazioni illecite. “Questo inizio di collaborazione darà ora vita a un proficuo lavoro di recupero dei beni e di storie che appartengono all’ampio patrimonio culturale del nostro Paese” ha spiegato Dureghello.

Anna Laura Orrico

“La priorità della Comunità Ebraica di Roma è quella di integrare e valorizzare il patrimonio culturale della propria storia attraverso il museo e gli archivi che sono lo strumento attraverso cui raccontiamo millenni di storia della Comunità, della città e dell’Italia” ha proseguito il presidente Dureghello.

“Oggi riceviamo in dono questi libri che sono oggetto di una restituzione importante che persegue e prosegue il lavoro di restituire dignità a quelle famiglie che purtroppo non ci sono piu’ e che hanno visto sottratti i loro beni e patrimoni. Il recupero – ha concluso- non e’ solo storico artistico e culturale, è soprattutto recupero della memoria e della storia di questo paese e dei tanti ebrei che purtroppo oggi non possono essere più con noi”.

Roberto Riccardi

“Le ricerche su gli altri libri scomparsi – ha spiegato il Generale Riccardi – saranno svolte congiuntamente da persone dell’Arma dei Carabinieri e della Comunità ebraica di Roma”. “I volumi – ha poi spiegato – sono stati recuperati da Rodolfo Siviero, un agente segreto attivo nella seconda Guerra mondiale proprio nel recupero delle opere d’arte. Le opere sono state raccolte e catalogate, per cui oggi possiamo restituire un pezzo della storia e della cultura dell’identita’ ebraica in Italia e non solo”.

L’archivio Siviero prima a Firenze e poi a Via degli Astalli, dove lui ha lavorato a lungo nel dopoguerra sono arrivati poi al Ministero dell’istruzione e poi della Cultura. “Un importante lavoro di catalogazione”, ha spiegato il comandante nel ripercorrere la storia di questi libri tornati oggi alla comunita’ di appartenenza.

(Shalom)

 

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