Siglato l’accordo Israele-Emirati
per combattere la pandemia Covid

Nemici sul fronte diplomatico ma alleati per combattere la pandemia. La lotta al coronavirus fa tranquillamente a meno della politica. Israele ed Emirati Arabi Uniti – che da sempre, nonostante recenti avvicinamenti, non hanno alcun rapporto diplomatico ufficiale – hanno appena raggiunto un accordo per sviluppare ricerche e tecnologie comuni nella battaglia contro l’infezione da Covid-19. Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato nei giorni scorsi “cooperazione scientifica” con gli Emirati per combattere la pandemia.

Il nuovo scenario passa attraverso la firma di una intesa tra aziende di primo piano dei rispettivi Paesi: Gruppo 42 (G42), società di intelligenza artificiale e cloud computing con base ad Abu Dhabi, ha firmato un protocollo d’intesa con Rafael Advanced Defense Systems e Israel Aerospace Industries (Iai), ovvero la punta di diamante, anche militare, della tecnologia dello stato ebraico, per esplorare le collaborazioni nella ricerca e sviluppo di soluzioni per combattere la SARS-CoV-2.

Un accordo definito «storico» da tutte le parti in causa ma di cui per ora non si sa molto per contenuti e sostanza, visti i rispettivi campi di intervento dei gruppi coinvolti. G42 è stato in prima linea nella battaglia contro Covid-19 sin dall’inizio dell’epidemia.

Grazie alla sua esperienza nella genomica basata sull’intelligenza artificiale, la società ha recentemente annunciato una nuova partnership con Oxford Nanopore Technologies del Regno Unito.

I dirigenti delle rispettive società hanno preso parte a una cerimonia di firma tenuta in videoconferenza tra gli Emirati Arabi Uniti e Israele durante la quale hanno discusso delle rispettive competenze e tecnologie: l’intesa mira a combinare le rispettive conoscenze, personale, tecnologia e risorse per concettualizzare, sviluppare e ottimizzare soluzioni innovative per promuovere lo sviluppo di soluzioni e iniziative mediche risolutive utili ad affrontare e sconfiggere il virus. Dunque un accordo che può non solo favorire la popolazione dei due paesi, ma l’intera umanità.

(Messaggero)

 

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