“Sionismo uguale razzismo”
E l’infamia “sbarca” all’Onu

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L’Autorità Palestinese ha rilanciato la calunnia “sionismo uguale razzismo” e ha accusato gli israeliani di “sfruttare” l’antisemitismo per impedire ai palestinesi di creare uno stato. E’ accaduto mercoledì quando i rappresentanti dell’Autorità Palestinese sono stati chiamati per la prima volta in assoluto a rendere conto davanti a un Comitato Onu delle denunce circa il loro insegnamento di odio e razzismo.

“Ciò che dobbiamo fronteggiare è il movimento sionista – ha dichiarato l’ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite di Ginevra, Ibrahim Khraishi – Voglio ricordare che nel 1975 l’Assemblea Generale dell’Onu adottò la Risoluzione 3379 che definiva il sionismo una forma di razzismo. Questa è la radice del problema che dobbiamo fronteggiare”.

Ibrahim Khraishi, Permanent Representative of State of Palestine to the United Nations Office at Geneva ( Concerned Country ) during the presentation of report by the Independent Commission of Inquiry on the 2014 Gaza Conflict during the 29th Regular Session of the Human Rights Council. 29 June 2015. UN Photo / Jean-Marc Ferré

Ibrahim Khraishi

Naturalmente il rappresentante dell’Olp ha evitato di ricordare che nel 1991 la stessa l’Assemblea Generale dell’Onu revocò quella risoluzione. “E’ il movimento sionista che sta alla base della creazione dello stato di Israele” ha insistito Khraishi sostenendo che il suo popolo è vittima di quel sionismo. “Noi siamo le vittime delle vittime europee” ha proclamato Khraishi, “ignorando totalmente – nota Tovah Lazaroff sul Jerusalem Post – il grande numero di israeliani i cui progenitori arrivarono in Israele fuggendo dalle persecuzioni nelle terre arabe, e altri che vivevano da secoli nel territorio ora conosciuto come Israele”.

grottesche caricature di ebrei

Classica rappresentazione antisemita

L’Autorità Palestinese è stata chiamata a rispondere dell’indottrinamento all’odio e all’antisemitismo nelle sue dichiarazioni ufficiali e nei suoi libri di testo scolastici durante la prima revisione che sia mai stata fatta della sua attività di governo da parte del Comitato delle Nazioni Unite sull’Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD).

I rappresentanti palestinesi hanno difeso quello che secondo loro è il diritto di usare discorsi di odio e antisemitismo contro Israele come “risposte legittime” all’occupazione israeliana. “Quella che dobbiamo fronteggiare è un’occupazione illegale – ha continuato Khraishi, sempre parlando di sionismo e dell’esistenza di Israele – È nostro diritto utilizzare tutti gli strumenti per resistere all’occupazione, e ciò è conforme al diritto internazionale”.  In pratica l’Autorità Palestinese ha chiesto agli organismi delle Nazioni Unite di concederle luce verde su antisemitismo e indottrinamento all’odio e di approvarli come mezzi legittimi per combattere l’oppressione.

Danny Danon

Danny Danon

L’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite a New York, Danny Danon, ha commentato: “Questo era il primo esame mai condotto dalle Nazioni Unite sul razzismo e la discriminazione nell’Autorità Palestinese, e per tutta risposta il rappresentante palestinese ha scelto di ignorare i dati e reindirizzare la sua ostilità contro Israele evocando la miserabile e screditata retorica sionismo-uguale-razzismo”.

Danon ha continuato: “Che la dirigenza palestinese traffichi in questo modo con l’antisemitismo è un fatto che dovrebbe essere condannato sulla scena mondiale: dimostra che sono loro il problema, con la loro insistenza a fomentare il loro popolo contro gli ebrei e lo stato ebraico”.

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(Jerusalem Post, Israelenet)

 

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