Sopravvissuti all’Olocausto
Una favola nata sul web

Israeli Holocaust survivor Eliahu Pietruszka, who thought his entire family had perished, meets his nephew Alexandre Pietruszka for the first time

Eliahu Pietruszka e il nipote Alexandre Pietruszka

L’Olocausto. Con una sola parola puoi evocare i sentimenti più tristi come paura, dolore, rabbia e incredulità. Milioni di vite innocenti sono state spazzate via. I bambini separati dai genitori, i vecchi e le donne messi nei campi di concentramento, i feriti hanno dovuto affrontare esperimenti disumani. Tutti con un’opinione diversa sono stati torturati o uccisi. L’Olocausto. Uno dei momenti più oscuri e tristi della storia del mondo.

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Nel 1939, l’allora 24enne Eliahu Pietruszka viveva con la sua famiglia a Varsavia, in Polonia. Quando scoppiò la seconda guerra mondiale e i nazisti occuparono la Polonia, Eliahu fuggì nell’Unione Sovietica. Senza i suoi genitori e i suoi fratelli gemelli Volf e Zelig – entrambi a soli 9 anni. Furono tutti deportati nei campi di concentramento dai nazisti di Varsavia. Ecco perché Eliahu pensava di aver perso tutti i suoi cari e che fossero stati tutti uccisi nelle camere a gas.

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Nel mezzo della terribile guerra, Eliahu ricevette una lettera da uno dei suoi fratelli. Volf era riuscito in qualche modo a scrivergli. I due fratelli riuscirono in qualche modo a rimanere in contatto, ma presto si verificò la prossima tragedia. Volf fu inviato dai russi in un campo di lavoro in Siberia, e di nuovo Eliahu pensò che fosse tutto finito.“Ero convinto che non ne sarebbe uscito vivo”. Nel fratempo, visse la sua vita e si sposò in Russia. Eliahu aveva perso ogni speranza: credeva  che tutta la sua famiglia fosse caduta vittima nazismo. Nel 1949, emigrò in Israele, dove iniziò una nuova vita.

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Alcuni mesi fa, il nipote di Eliahu, Shakhar Smorodinsky, ha ricevuto un’e-mail da un cugino canadese che ha esaminato l’albero genealogico. Aveva guardato il sito web Yad Vashem; un database che raccoglieva testimonianze di ebrei sopravvissuti all’Olocausto. I cugini scoprirono presto qualcosa di eccezionale. Nel database hanno scoperto una dichiarazione rilasciata da Volf nel 2005. Si è scoperto che il fratello di Eliahu era sopravvissuto al campo di lavoro sovietico e che viveva a Magnitogorsk, una città industriale nelle montagne degli Urali. Operaio edile aveva un figlio di nome Alexandre. E proprio con Alexandre Shakhar riuscì a mettersi in contatto ed organizzarono l’incontro. “Ho aspettato 70 anni per questo momento. Mi sembra di rivedere tuo padre…”

(Donnaweb)

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