Soros, ebreo per caso

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Soros, grande sostenitore di Obama e della Clinton e grande nemico di Trump

 di  Niram Ferretti –

Mentre il Senato degli Stati Uniti  ha confermato il giudice Brett Kavanaugh, vorrei aggiungere una breve postilla su George Soros.

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Niram Ferretti

George Soros è, notoriamente, un uomo di grande ricchezza e da molti anni si dedica con determinazione a influire, attraverso le sue vaste risorse economiche, in vari paesi per promuovere la sua agenda politica atta a minare alle fondamenta ciò che non gli piace.

E cosa non piace a Soros? Non gli piacciono i confini statali, gli stati con una identità forte, i valori tradizionali. Per esempio non gli piace Israele e da anni finanzia ong che promuovono l’immagine dello Stato ebraico come di un paese razzista dove vigerebbe l’apartheid.

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Si da il caso che Soros sia anche ebreo, malgrado, per sua stessa ammissione, abbia con l’ebraismo un legame così tenue da essere praticamente inesistente. Il fatto che l’immagine del grande plutocrarte ebreo che con i suoi soldi si attiva per condizionare la politica sia anche una figura archetipa dell’antisemitismo classico, purtroppo non modifica di un’oncia la realtà rispetto al caso Soros.

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Le “vaiasse” protestano contro Kavanaugh

Ora, l’idiozia e la malafede regnano sovrane e siccome Donald Trump ha recentemente detto che il finanziere ebreo è dietro le vaiasse che si sono recate al Senato per protestare contro Kavanaugh, i liberals sono insorti accusandolo di usare stereotipi antisemiti.

Secondo questa linea di pensiero sarebbe antisemita anche Benjamin Netanyahu, che in più di una occasione ha accusato Soros di operare ai danni di Israele. Ma ogni occasione è buona per attaccare Trump.

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Non possiamo farci nulla se George Soros sembra uscito dalle pagine allucinate dei “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, anche se c’è una differenza fondamentale che va sottolineata.

Nel feuilleton confezionato dall’Ocrana (la polizia segreta zarista) alla fine del diciannovesimo secolo, gli ebrei, presentati come una potenza occulta e nefasta, tramanano nell’ombra, le “trame” di Soros invece sono alla luce del sole. Per lui Trump è un bersaglio da colpire, un uomo da abbattere e dunque è del tutto normale che usi i suoi numerosi burattini per assolvere la bisogna.

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George Soros e Donald Trump

Che poi Soros serva anche agli antisemiti come cartina da tornasole per confermarli nei loro deliri patologici, pazienza. Così come un “non vedente” non smette di essere cieco malgrado la perifrasi, Soros non smette di essere un multimiliardario ebreo che usa la sua ricchezza legittimamente per precisi scopi politici.

E dunque ha fatto benissimo Donald Trump a citarlo e a dire che le proteste anti Kavanaugh sono state prezzolate da lui. Nove su dieci ci ha beccato.

 

 

 

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