Soros investe nel disordine pubblico

George Soros

di Stefano Graziosi –

George Soros scende in campo. La sua fondazione, Open society, ha annunciato lunedì che investirà 220 milioni di dollari per iniziative contro il razzismo. Nel dettaglio, saranno versati 150 milioni a favore di varie associazioni per i diritti civili, come Black voters matter, Circle for justice innovations, Equal justice initiative.

Stefano Graziosi

Open society ha specificato che, tra queste organizzazioni, «alcune stanno lottando per porre fine alla polizia così come la conosciamo, mentre altre stanno lottando per l’accesso al voto». Infine, i restanti 70 milioni saranno principalmente investiti per «ripensare la sicurezza pubblica, andando oltre la cultura della criminalizzazione e dell’incarceramento, per creare comunità sicure, sane e razzialmente giuste».

In somma, il filantropo sembra schierarsi decisamente a fianco delle idee propugnate dai manifestanti di Black lives matter. Lo speculatore donerà 220 milioni di dollari per iniziative contro il razzismo In realtà sovvenzionerà associazioni che vogliono ripensare la sicurezza pubblica.   Non dimentichiamo infatti che in particolare le frange più radicali sostengono il taglio dei fondi alla polizia, lo smantellamento dei dipartimenti cittadini e – alcuni – l’abolizione totale della forza pubblica.

Bill de Blasio

Del resto, che Soros nutra idee critiche sulle forze dell’ordine, non è certo una novità. Nel maggio 2018, il Los Angeles Times riportò come il miliardario avesse appoggiato – anche finanziariamente – l’ascesa di procuratori distrettuali dalle posizioni molto blande in materia di sicurezza e ordine.

Senza contare che, tra i principali sindaci che hanno recentemente tagliato il budget alla propria polizia cittadina, figura quel Bill de Blasio che nel 2013 ottenne l’endorsement del miliardario. In tutto ciò, vale la pena sottolineare che alcune delle organizzazioni che la Open society si sta impegnando a finanziare abbiano appoggiato pienamente le manifestazioni, verificatesi nelle scorse settimane: a partire da Circle for justice innovations, che ha polemicamente parlato a giugno di una «criminalizzazione della protesta». Tutto questo, mentre l’account Twitter ufficiale di Black voters matter ha pubblicato nelle scorse ore un post di chiaro sostegno al movimento Black lives matter.

Non è d’altronde la prima volta che la Open society si trova a foraggiare associazioni vicine a Black lives matter: si pensi soltanto all’Ong britannica Release o alla American civil liberties union. che ha dato il proprio endorsement al movimento e che – nel novembre del 2014 – ha ricevuto da Soros 50 milioni di dollari. Quella stessa American civil liberties union che – per inciso – ha sempre criticato la proposta, avanzata da Donald Thump, di designare il movimento degli Antifa come gruppo terroristico.

Antifa che, secondo il Dipartimento di giustizia americano, si sarebbero infiltrati nelle proteste successive alla morte di George Floyd, portando così svariate manifestazioni a degenerare in atti di guerriglia e violenza. Peccato che, anziché garantire giustizia sociale, l’indebolimento e l’abolizione della polizia abbiano determinato effetti nefasti sulla parte più debole della popolazione (a partire proprio dalla comunità afroamericana).

Pensiamo a Seattle, dove – per quasi tutto il mese di giugno – il centro cittadino è stato occupato da manifestanti di Black lives matter, che hanno creato un’area senza polizia. Uri area che ha visto ben cinque sparatorie e alcuni morti (afroamericani).

Oppure pensiamo ad Atlanta, dove – la settimana scorsa – è rimasta uccisa una bambina nera di otto anni, Seeoriea Turner, nei pressi di una zona in cui erano state illegalmente costruite barricate da alcuni manifestanti. «Dicono Black lives matter, ma avete ucciso una di voi», ha commentato la madre, Charmaine Turner, piangendo.

Tutto questo, senza dimenticare le frange più violente della protesta, che si sono date a vandalismi e saccheggi. Fox News ha riportato l’altroieri che la giovane madre di un bambino di tre anni, Jessica Doty Whitaker, sarebbe stata uccisa il luglio a Indianapolis da un gruppo di aderenti a Black lives matter in seguito a una discussione finita male: l’emittente precisa comunque che si tratta della versione del fidanzato della vittima e che la polizia, al momento, non ha ancora verificato in modo indipendente il movente della violenza. Infine, non possiamo trascurare la tempistica del rinnovato impegno finanziario di Soros.

Donald Trump

Quest’anno negli Stati Uniti si terranno le elezioni presidenziali e – secondo Politico – il magnate, avrebbe già donato oltre 28 milioni di dollari a organizzazioni vicine al Partito democratico (di cui cinque al Super Pac che sostiene Joe Biden). D’altronde, anche nel 2004 Soros si impegnò molto per ostacolare la riconferma di George W. Bush, così come – nel 2016 – fece cospicue donazioni per aiutare Hillary Clinton a conquistare la Casa Bianca. Ma, in entrambi i casi, non gli è andata bene.

 

  (Verità)

 

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