Start up, ricerca e università
Ecco perché Israele
è il top dei Paesi dell’Ocse

Intel Kiryat Gat

di Angelo Vaccariello

Start-up, ricerca e università: i segreti del successo israeliano Start-up, ricerca massiccia e università all’avanguardia: sono le chiavi della crescita “robusta” di Israele. L’economia israeliana, infatti, cresce Anche grazie ai forti investimenti nella Silicon Valley del Medio Oriente. Il quotidiana torinese “La Stampa” cita uno studio dell’istituto centrale di Statistica. “Secondo i dati pubblicati la settimana scorsa dall’Istituto centrale di statistica, nel quarto trimestre del 2016 il Pil israeliano è cresciuto del 6,2 per cento a un tasso annualizzato. È il miglior risultato nell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che raccoglie i Paesi occidentali più sviluppati”.

Angelo Vaccariello

Angelo Vaccariello

L’aumento è dovuto principalmente a due fattori: la crescita dei consumi interni e lo sviluppo del settore edilizio. Secondo Jonathan Katz, capo economista di Leader Capital Markets, una delle società finanziarie più importanti del Paese “ il vero volano è il settore dei servizi hi-tech”. Già, perché software per la cybersicurezza, prodotti per l’industria finanziaria, nuove app per i telefonini e tante altre innovazioni hanno contribuito a un aumento delle esportazioni dell’8 per cento.

“Fondamentali – ha detto sempre Katz- sono anche gli investimenti stranieri, come quello del gigante americano Intel che sta spendendo 6 miliardi di dollari per un impianto di fabbricazione di microchip di ultima generazione nella cittadina di Kiryat Gat, a pochi chilometri dalla Striscia di Gaza”.

Jonathan Katz

Jonathan Katz

Per quanto riguarda le start-up i numeri sono davvero impressionanti: nel solo 2016 hanno attirato investimenti per 10 miliardi di dollari. Basti pensare che Apple avrebbe acquistato la società israeliana “RealFace” sviluppatrice di un software per il riconoscimento facciale che il colosso di Palo Alto potrebbe introdurre in versioni future dell’iPhone.

Perché tanto successo nelle nuove tecnologie? Semplice, Israele investe in ricerca il 4,3 per cento del proprio pil. Basti pensare che l’Italia è ferma all’1,3 per cento. Non dimentichiamo, infine, il ruolo dell’esercito e dell’aviazione. Le forze d’élite come l’aeronautica o l’unità 8200, che si occupa di intelligence elettronica, sono delle vere e proprie fucine «di giovani altamente preparati nel campo dell’hi-tech e con anni di esperienza alle spalle».

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