Statistiche alla mano
(qualora ce ne fosse bisogno)
Gerusalemme da sempre ebraica

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Circola in questi giorni una statistica rilasciata nel Dopoguerra da una delle tante agenzie ONU (che eclissa nel confronto sulla prolificità la mamma degli stupidi), secondo cui nel 1946 la popolazione di Gerusalemme era equamente divisa fra ebrei (100 mila abitanti) e una combinazione di cristiani, musulmani e altre minoranze (105 mila).

Ora, prescindendo dal fatto che la popolazione ebraica costituiva all’epoca maggioranza quantomeno relativa, se non assoluta; occorre riflettere sulla circostanza determinante per cui diverse migliaia di giovani ebrei combatterono in Europa e altrove il nazifascismo sotto le bandiere della Brigata Ebraica e di altre formazioni militari: ciò sacrificava in modo decisivo le statistiche ufficiali.

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Al di là di quel preciso momento, rimane un dato storico inoppugnabile: la popolazione ebraica a Gerusalemme è sempre stata maggioranza: relativa, quando non assoluta. Di sicuro lo è stata in tutto il secolo che precedette la guerra che cinque stati arabi scatenarono contro il neonato moderno Stato di Israele, letteralmente poche ore dopo la sua proclamazione solenne.

Prima di metà Ottocento, le rilevazioni demografiche si fanno più frammentarie e approssimative. Non potremmo certo biasimare la distratta occupazione ottomana per questo: notoriamente, nel corso dei secoli i musulmani non hanno mai tenuto in grande considerazione la capitale israeliana.
Wikipedia cita diversi documenti storici a supporto di una verità incontrovertibile, per quanto scomoda: Gerusalemme è stata da sempre città ebraica. Non mancano le fonti storiche a supporto, per chi le volesse consultare. Legittimo a questo punto dubitare delle fonti ONU: quel consesso che se un giorno dichiarasse che la Terra è piatta e la colpa è di Israele, godrebbe dell’approvazione della stragrande maggioranza dei membri.

Certo, prima dell’immediato Dopoguerra risulta difficile disporre di statistiche affidabili, per come le intendiamo oggi. Bisogna rifarsi a testimonianze e dati raccolti sul territorio.

Ma un secolo fa, in occasione dell’ingresso nella città del generale Allenby, di cui proprio in queste ore si celebra il centenario, un quotidiano dell’epoca riportava: «Gerusalemme ha una popolazione di circa 70.000 persone, di cui i due terzi sono ebrei; il resto della popolazione è composta da cristiani e musulmani, in ragione approssimativamente di due ad uno».

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Nel 1880 gli ebrei rappresentavano il 52% di Gerusalemme Est, e nel 1914 erano ancora il 42% della Città Vecchia. Nel 1948 vivevano 100.000 ebrei a Gerusalemme, contro 65.000 arabi. Un censimento condotto congiuntamente da Israele e Giordania rivelava nel 1961 che il 67.7% della popolazione della città era ebraica. Una foto scattata dall’alto nel 1967 confermava la natura della cosiddetta “Gerusalemme Est”: una affollata città murata, punteggiata da quartieri contornati da villaggi.

(Borghesino)

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