Stefano e Anita, le luci sulla collina

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di Eduardo Palumbo

Stefano Parisi, è l’uomo che ha il compito difficile di far rinascere il centro destra in Italia. L’uomo prima scelto da Silvio Berlusconi per la corsa a sindaco di Milano ora ha fondato un suo movimento che si chiama Energie per l’Italia.  Anita Friedman, principessa newyorkese, importante esperta d’arte, è la dinamica ed intraprendente copresidente dell’associazione Appuntamento a Gerusalemme. Stefano ed Anita, sono marito e moglie ed hanno due figlie

Una coppia che non maschera il proprio impegno contro l’antisionismo e contro l’antisemitismo. Parisi non ha alcun dubbio, ha idee e convinzioni ben chiare e le ha espresse ripetutamente in più interviste, anche televisive. Tutta la sua vita è una dimostrazione lampante di come la pensa.

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Anita Friedman

Anita Friedman copresidente dell’associazione “Appuntamento a Gerusalemme” ,dal canto , è una instancabile volontaria della causa israeliana. Una donna in primo piano che da sempre si batte per una “corretta comunicazione” su Israele e che soventemente accompagna (e spesso ci va anche lo stesso Stefano Parisi) a Tel Aviv delegazioni di deputati e senatori per capire da vicino qual è la reale  situazione in Eretz Israel.

La Friedman è una convinta ed attiva sostenitrice di Israele presso parlamenti e ambienti culturali e universitari. Ma non solo, è una donna del fare, chi la conosce bene racconta che non è difficile incontrarla da “volontaria” tra i soldati, per dare il suo apporto.

E senza farsi tanti problemi, non si tira indietro dal dare concretamente una mano per cucinare o pulire se necessario. Una donna dalle mille iniziative che dialoga nello stesso tempo con pacifisti intellettuali e militari d’alto grado e che ha nel cuore Israele.

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Stefano Parisi

Ma torniamo all’impegno di Stefano Parisi. Alla festa per i 68 anni dalla fondazione dello Stato d’Israele, a Milano alla società Umanitaria Stefano Parisi  ha ribadito “l’esigenza e la necessità di tenere alta la bandiera del popolo di Israele facendo conoscere anche ai più giovani ciò che ha rappresentato nel mondo. Soprattutto in un momento come questo in cui c’è un grande rischio di un ritorno all’antisemitismo in Europa. I giovani devono capire – ha sottolineato Parisi- che quello è Israele è l’avamposto della libertà. Ricordate quando Kennedy prima e Reagan dopo definivano gli Stati Uniti “una città luccicante sulla collina”? Il Paese che rappresentava una speranza di libertà per tutto il mondo? Ecco, nel mondo di oggi per me quella città luccicante sulla collina è  Israele”.

Parisi non ha dubbi il pericolo che in Europa e in Italia possa esserci un ritorno dell’antisemitismo da antisionismo è forte e reale. “ In questi anni abbiamo vissuto una trasformazione determinante. In passato gli attacchi erano concentrati sugli ebrei in quanto individui. Oggi si assiste ad un processo diverso: il pensiero antisemita si manifesta principalmente negli attacchi contro lo Stato di Israele.”

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Sedici paesi Ue, fra cui l’Italia, nello scorso aprile, hanno sollecitato il marchio dei prodotti provenienti dagli insediamenti ebraici. Un atteggiamento per molti sconcertante. “ Sono molto preoccupato, gli scambi tra popoli aiutano a creare da sempre la pace – ha detto Parisi-.  E quando vedo iniziative come quella della UE sui prodotti israeliani iniziative di vero e proprio boicottaggio, non posso che allarmarmi. Non è questa di certo la strada maestra”

Parisi è stato candidato sindaco a Milano, per un manciata di voti ha perso il ballottaggio. A Milano qualche mesi fa è stato accoltellato Nathan Graf. Un’aggressione di matrice antisemita. Che clima si percepisce nelle grandi città italiane?  “A Milano, come in tante altre metropoli, c’è purtroppo una grande percezione di insicurezza. Bisogna lavorare per affievolire questa percezione. Milano e Tel Aviv sono gemellate (iniziativa che avvenne col sindaco Albertini)  ed è il momento non solo di rafforzare questo legame ma anche di concretizzarlo con sempre maggiori collaborazioni, ad esempio, in campo culturale e dello sviluppo tecnologico”.

stefano-parisi-513826-610x431Quale deve essere il comportamento delle grandi città nei confronti dell’Islam. Inutile nascondersi che c’è grande diffidenza. Paura. Eppure bisogna sempre trovare forme di maggiore integrazione, tolleranza e convivenza. Stefano Parisi vede le cose in modo semplice e chiaro. “L’Occidente garantisce la libertà religiosa, la libertà di culto a tutti. Io sono fiero di essere nato da questa parte del mondo, di avere questo tipo di concezione della vita. E’ importante che quella libertà sia garantita a tutti, anche ai cittadini di fede islamica. Ma devono esserci alcune regole, libertà e legalità devono andare assieme, altrimenti non esisterebbero né l’una né l’altra. A cominciare dai sermoni che dovrebbero essere in Italiano, per esempio. Così come è necessario che i luoghi di culto siano controllabili e non siano a rischio di infiltrazioni estremistiche o peggio terroristiche. Serve una legge nazionale, il sindaco di una città deve avere gli strumenti per valutare da dove provengono i finanziamenti dei gruppi promotori delle moschee.

 

 

 

 

 

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