Stramaccioni “prigioniero” in Iran

 

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Andrea Stramaccioni

di Eduardo Palumbo –

Come volevasi dimostrare. Te l’avevamo detto caro Strama, tu che eri cresciuto nell’Inter, squadra che aveva nella ragione sociale l’internazionalità e che fuori dal calcio ha Campus in tutto il mondo per diffondere le leggi dello sport, come potevi andartene in uno stramaledetto paese dove i diritti sono presi a calci ogni giorno, anche per chi vive di calcio? Che ci fai in un Paese dove l’altro giorno hanno impiccato un giovane in piazza che aveva la colpa di essersi voluto ribellare ad un regime spietato?

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E così non ci meravigliamo affatto che ad Andrea Stramaccioni ( chiamato alla guida  dell’Esteghlal, squadra di Teheran, è stata impedita la partenza per l’Italia prevista in concomitanza con la pausa del campionato. All’aeroporto la polizia iraniana ha contestato al tecnico e ai suoi tre collaboratori un visto turistico scaduto, tra la sorpresa di Stramaccioni che a Teheran è per lavoro da tre mesi.

Immediato il contatto con l’Ambasciata italiana per affrontare la situazione.  La convinzione del tecnico e dei suoi collaboratori è che il club non ha mutato l’iniziale permesso in un visto di lavoro della durata dei due anni di contratto firmato. In questo caso, il gruppo italiano sarebbe di fatto “clandestino” in Iran..

 

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