Summit dei Paesi della Lega Araba
No a sovranità israeliana sul Golan
100mila dollari al mese alla Palestina

epa07476341 A handout photo made available by Tunisian Presidency shows a general view for the opening session of the Summit of Arab leaders in Tunis, Tunisia, 31 March 2019. Arab leaders are holding their 30th annual summit in Tunis and are expected to discuss the US recognition of Israelâs sovereignty on Golan heights and developments in Syria, Yemen and Libya. EPA/TUNISIAN PRESIDENCY HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Si è concluso con una dichiarazione finale congiunta il trentesimo Summit dei Paesi della Lega Araba di Tunisi, che ha visto 21 nazioni partecipanti, con 6000 delegati. Nella dichiarazione i paesi arabi in particolare rigettano in blocco la posizione americana del riconoscimento della sovranità israeliana sulle Alture del Golan, rifiutano ogni intervento militare in Libia e prendono la decisione di creare un fondo di sostegno alla Palestina da 100 milioni di dollari al mese.

All’ordine del giorno di questo summit, che doveva essere quello del rilancio di una nuova azione araba comune, anche le grandi sfide della regione, ovvero il terrorismo internazionale, la crisi libica, il conflitto nello Yemen, la possibile riammissione della Siria nella Lega Araba (che continua ad rimanere un tema delicato) e la disputa Arabia Saudita-Iran. Su molti di questi temi non sono mancate divisioni e contrasti. Tra i leader presenti il Re Salman dell’Arabia Saudita, il principe ereditario del Qatar, l’Emiro del Kuwait, il presidente iracheno e quello palestinese, l’egiziano Abd al-Fattah al-Sisi.

epa07417361 Saudi Minister of State for African affairs Ahmed Kattan (C) speaks with aides during the Arab Foreign Ministers annual meeting at the Arab League headquarters in Cairo, Egypt, 06 March 2019. Arab Foreign Ministers met for the 151st annual meeting to discuss and prepare for the Arab League meeting scheduled for 31 March 2019 in Tunisia. EPA/KHALED ELFIQI

Tra gli assenti: il Re del Marocco Mohamed VI, il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika. Non sono mancati i colpi di scena, quali la partenza anticipata dell’Emiro del Qatar Tamim Ben Hamad Ben Khalifa al-Thani, prima del suo discorso, pare a causa di divergenze con il Re Saudita Salman.

Il presidente tunisino Beji Caid Essebsi nel chiudere il vertice ha comunque sottolineato che non verranno risparmiati sforzi nella direzione di una maggiore unione, specificando che “la nazione araba è in grado oggi di superare le difficoltà e di affrontare le sfide che sorgono alla luce della sua determinazione e del suo potenziale umano” e che la “Tunisia collaborerà con i paesi arabi per consolidare la solidarietà e coordinare gli sforzi per servire gli interessi delle persone”.

(Ansamed)

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