Suono, vista, robot
Come Israele combatte il Covid 19

di David M. Halbfinger

La branca di ricerca e sviluppo del ministero della Difesa israeliano è famosa soprattutto perla sua capacità di inventare e sperimentare modi all’avanguardia per ammazzare esseri umani e far saltare in aria le cose. La sua ultima missione, invece, punta a salvare vite umane: da marzo, sta guidando uno sforzo ampio e accelerato per scatenare alcune delle tecnologie più avanzate del Paese contro un nemico di altro genere, il Covid-19.

David M. Halbfinger

Ecco alcuni dei progetti più promettenti. Test diagnostici Mentre alcuni Paesi cominciano ad allentare le restrizioni antivirus, le autorità reclamano a gran voce metodi per testare rapidamente masse di persone e individuare quelle contagiose.

Diverse startup israeliane fanno a gara a sviluppare test diagnostici rapidi per odorare, ascoltare o vedere i segni rivelatori di un’infezione da coronavirus.

Suono Un’azienda, la Vocalis Health, che usa la tecnologia audiosensibile, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico per analizzare la voce e l’alito, sta cercando di individuare un indicatore vocale del coronavirus.

con lo Sheba Medical Center, sta registrando campioni vocali di pazienti di Covid-19 per affinare un’applicazione in grado di classificare le infezioni come lievi, moderate o gravi a seconda del suono.

Vista Molti degli strumenti più interessanti per contrastare il virus sono stati sviluppati dall’AnyVision, una società specializzata in tecniche di sorveglianza e riconoscimento facciale per scansionare i visi delle persone ai posti di blocco delle forze armate.

Al Tel Aviv-Sourasky Medical Center, gli scienziati stanno usando l’AnyVision a livello microscopico, addestrandola a individuare le cellule del Covid-19 cercando i modi in cui il virus distoglie le cellule sane dalle loro funzioni consuete. Il tracciamento in stile Grande Fratello dell’AnyVision è usata anche per contenere la diffusione del virus all’interno degli ospedali: allo Sheba, è stata installata provvisoriamente in una rete di circa 600 telecamere posizionate nelle aree pubbliche del nosocomio e fa scattare l’allarme quando qualcuno entra in un reparto senza indossare una mascherina.

Yossi Wolf

elemedicina Diversi altri progetti sono finalizzati a ridurre al minimo i contatti diretti fra operatori sanitari e pazienti. La Temi ha già individuato un mercato per assistenti personali robot, del costo di circa 2 mila dollari, che assomigliano a un iPad montato su un piedistallo alto quanto un parcometro.

La Rafael e la Elbit li hanno adottati per utilizzarli in gruppi e consentire ai medici di monitorare i pazienti o somministrare loro medicine senza nemmeno dover entrare nella stanza, dice Yossi Wolf, che in precedenza aveva sviluppato robot che aiutavano i soldati israeliani contro tunnel di Hamas o armi chimiche. Separatamente, l’Israel Aerospace Industries ha convertito un sistema di sensori radar ed elettro-ottici usato per “sbirciare” oltreconfine e scovare nemici in un dispositivo in grado di rilevare i segnali vitali dei pazienti senza toccarli, dice Amira Sharon, vice presidente dell’azienda.

(Repubblica)

 

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