Svastica & machete

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di Guido Olimpio –

Grafton Thomas, responsabile dell’attentato contro la comunità ebraica di Monsey, aveva scritto testi inneggianti al nazismo e ad Hitler. Le perquisizioni hanno permesso di trovare propaganda antisemita e materiale piuttosto evidente sulle idee estreme dell’afro-americano di 37 anni. Inoltre nel telefonino c’erano ricerche sul leader del Terzo Reich e su centri religiosi ebraici della regione, forse una sorta di indagine su possibili obiettivi.

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Guido Olimpio

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Grafton Thomas

Interessante anche un possibile riferimento alla micro-setta degli Black Hebrew Israelite: due seguaci usciti da questo gruppo sono stati i protagonisti della strage in un negozio kosher del New Jersey. C’è un legame? Diverso il profilo descritto da familiari e amici. Un religioso, che lo conosce da tempo, ha abbozzato una difesa: Thomas soffre di schizofrenia, è stato ricoverato più volte a causa dei problemi psichici.

Era stato anche fermato per aver colpito un cavallo della polizia. Il dettaglio, però, non esclude l’attrazione per le teorie radicali, magari coltivate in modo confuso. Infatti l’uomo non ha preso di mira dei passanti a caso, ma si è introdotto all’interno della casa del rabbino. Dunque un obiettivo preciso. E non è stato escluso un coinvolgimento sempre di Thomas in un’altra aggressione avvenuta qualche giorno prima.

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Neighbors gather to show their support of the community near a rabbi's residence in Monsey, N.Y., Sunday, Dec. 29, 2019, following a stabbing Saturday night during a Hanukkah celebration. (AP Photo/Craig Ruttle)

I tratti dell’aggressore — accusato di crimine d’odio —rientrano nelle infinite minacce di quest’epoca. Non bisogna avere il sigillo del militante per macchiarsi di delitti a sfondo razziale. E peraltro evidente che i luoghi di culto di qualsiasi confessione sono bersagli diffusi.

In Texas un killer ha sparato all’interno di una chiesa — due i morti — prima di essere ucciso dalle guardie private. L’omicida sarebbe un vagabondo con precedenti. Insieme al dolore per le vite perdute c’è la soddisfazione di molti per la reazione di chi era nel tempio: diversi fedeli erano armati ed un ex agente fbi, responsabile della sicurezza interna, ha neutralizzato la minaccia in pochi secondi. La legge texana lo consente.

  (Corriere della Sera)

 

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