Tehran: le tensioni tra Iran e Israele diventano un film

 

 

 

di Giacomo Fasola

 

Ora Israele ha ben altri problemi, ma in estate, quando il Covid sembrava un ricordo, una serie tv ha fatto appassionare milioni di israeliani. S’intitola Tehran e dal 25 settembre è disponibile in tutti i Paesi in cui è presente Apple Tv+, Italia compresa. Si tratta del primo titolo di Cupertino non in inglese (i dialoghi sono in persiano ed ebraico).

La serie è stata girata ad Atene ma è ambientata nella capitale iraniana, dove si è infiltrata un’agente del Mossad con una missione di cruciale importanza per il governo israeliano, terrorizzato dal progetto iraniano di realizzare una bomba atomica. Tamar, la giovane protagonista, deve hackerare una centrale elettrica, oscurare Teheran e permettere ai caccia israeliani di bombardare un reattore nucleare.

LA TRAMA DI TEHRAN
Lo scopo della missione di Tamar, che atterra a Teheran con un aereo partito dalla Giordania, non è chiarissimo nei primi episodi. E’ chiaro invece che il piano salta a causa di un imprevisto. L’agente del Mossad è costretta a rifugiarsi nella casa della zia: nata in Iran da una famiglia ebraica, Tamar è scappata in Israele da bambina, mentre la sorella della mamma è rimasta a Teheran. Un agente della Guardia Rivoluzionaria, intanto, ha scoperto che il Mossad si è infiltrato nella capitale. Per sfuggire all’arresto la ragazza entra in contatto con un gruppo si studenti dissidenti: finirà per innamorarsi di uno di loro, un hacker che si fa chiamare Sick Boy.

IL CAST DELLA SERIE DI APPLE TV+
La protagonista è interpretata dalla 28enne israeliana Niv Sultan, bravissima a calarsi nella parte di Tamar e a imparare il farsi i pochi mesi. In precedenza aveva recitato nella serie Eilat, un altro prodotto israeliano che ha ottenuto un discreto successo. Nel cast ci sono anche attori israeliani o di origine israeliana. Il più famoso è Shaun Toub, nato a Teheran e naturalizzato statunitense, che ha recitato nei film Iron Man e Crash e nella serie Homeland. Il regista di Tehran è Daniel Syrkin, fra i creatori anche lo sceneggiatore di Fauda Moshe Zonder.

I LEGAMI CON L’ATTUALITÀ
Verità o fiction? Lo scorso luglio, una serie di esplosioni in alcune centrali del Paese hanno tormentato il sonno del governo iraniano. Gli israeliani sono stati sospettati di aver orchestrato gli incidenti, ma da parte di Israele non sono arrivate né conferme né smentite.

Anche la serie tv ha generato reazioni negative da parte dell’Iran. I giornali e le televisioni più vicini al regime hanno definito Tehran un “affronto sionista”.
LE SERIE TV ISRAELIANE
Negli ultimi anni Israele ha esportato all’estero molte serie. Il genere che ha più successo è lo spy-thriller: come Prisoners of War, da cui è stato tratto Homeland, Fauda e la stessa Tehran. Fra le co-produzioni internazionali va citata The Spy, con Sacha Baron Cohen, che ricostruisce la vita della spia del Mossad Eli Cohen.

Ma la spy story non è l’unico genere esplorato dalla serialità israeliana. Ad aprire la strada dell’esportazione è stata nel 2005 BeTipul, che all’estero è diventata In Treatment (nella versione italiana lo psicoterapeuta protagonista della serie è interpretato da Sergio Castellitto). Mentre su Netflix è disponibile Shtisel, che racconta il mondo degli ortodossi.

Fonte: Corriere della Sera – Style Magazine

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