Telenakba
Come picchiare su Israele

Israele-Palestina- intifada

di Gerardo Verolino –

Negli ultimi giorni in Italia stiamo assistendo ad un fenomeno strano. La mobilitazione della gente, giornalisti di grido, intellettuali rinomati, artisti, politici, o anche solo persone comuni-che in tempi di ipertrofia egocentrista social non riescono sottrarsi alla sindrome da “”Hyde-Park” collettiva che offre la Rete-per denunciare quello che loro considerano come un abuso, un’occupazione illegittima, un “apartheid”, una segregazione ignominiosa, che si starebbe perpetrando a Gaza ad opera, neanche a dirlo, di quei cattivoni di israeliani, rigorosamente in camicia bruna, nei confronti di quei simpatici e un po’ matti tiratori di fionde o sventolatori di aquiloni (con svastica) palestinesi. Roba da matti.

Gerardo Verolino 2

Gerardo Verolino

Gli italiani, da alcuni giorni, non sembrano più interessati allo spread. Non si lagnano delle tasse. Non protestano per il carovita. Non gliene frega un tubo dell’accisa sulla benzina della guerra d’Etiopia del ’35. Non si entusiasmano neanche a seguire le stanche e soporifere consultazioni per la formazione del nuovo governo. Ma cosa li eccita? La “deportazione” dei palestinesi nella Striscia di Gaza.

Miracoli della propaganda pro-pal molto attiva nei circoli di sinistra che catechizza, meglio di una Chiesa, i suoi fedeli alla disinformazione nei confronti di Israele. Ma come ogni chiamata alle armi che si rispetti contro un nemico di comodo c’è bisogno sempre di riveriti o cattivi Maestri che indichino la retta via. E in queste settimane ne sono scesi in campo tanti. A partire dagli illustri imbonitori del tubo catodico. Alcuni casi negli ultimi giorni.

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Gad Lerner

A cominciare da Gad Lerner che sulla sua pagina Facebook scrive che “è assai triste questo settantesimo anniversario dello Stato d’Israele” perché “Netanyahu che parla di giornata fantastica umilia i valori dell’ebraismo e calpesta ogni speranza di pace con quelli che saranno sempre i nostri vicini”.

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Lerner, è, tra gli intellettuali italiani, insieme a Moni Ovadia, che Giulio Meotti, nel suo “Ebrei contro Israele” (Belforte editore) descrive come uno di quegli ebrei con “l’odio di sé” e che non riesce a resistere alla pressione culturale esterna, in genere di sinistra, e critica Israele per non essere escluso dal giro che conta. Gente che pur di far carriera sarebbe disposta a vendere l’anima al diavolo (palestinese).

Poi c’è Enrico Mentana, sì proprio lui il direttore del Tg7, un ebreo da parte di madre, che a Rds parla di “strage” da parte “degli uomini armati con la stella di Davide” perché “se è vero che Hamas ha invitato alla rivolta la gente di Gaza è pur vero che nessun arma da fuoco èstata sparata verso l’esercito di Israele”.

Enrico Mentana, direttore Tg La7, oggi, 08 novembre 2013, in occasione del convegno organizzato da Intesa Sanpaolo e Pambianco: "Made in Italy senza Italy. I nuovi scenari della moda e del lusso". ANSA / MATTEO BAZZI

Enrico Mentana

Aggiungendo che “tutto questo getta un’ombra che grava su Israele e si riverbera sulla Nakba” quando “ci fu l’esodo dei palestinesi che dovettero lasciare i loro villaggi per permettere la nascita dello Stato ebraico”. Concludendo che lo Stato d’Israele nacque per un risarcimento degli europei a causa dell’Olocausto. A quanti ebrei hanno protestato sulla sua pagina, l’ineffabile direttore, ha risposto, in qualche caso, apostrofandoli anche come “imbecilli”.

rabbino Roberto della Rocca

Roberto della Rocca

Forse non avrà rivolto lo stesso epiteto al rabbino Roberto della Rocca che gli ha risposto, a nome di una sconvolta comunità ebraica, con una lunga lettera, nella quale, fra l’altro, gli ricorda che “Israele non nacque per un risarcimento dell’Europa per aver ucciso tanti ebrei nella Shoah” che è una tesi di stampo antisemita “ma malgrado essa” e “non potrà mai esserci un risarcimento per una catastrofe come la Shoah”.

Corrado Formigli

Corrado Formigli

Ma le dichiarazioni di Mentana sono nulla rispetto al servizio propalato da Riccardo Formigli il conduttore santorino di Piazzapulita intitolato “Sangue a Gaza” dove si vede il funerale di una bambina di pochi mesi morta durante gli scontri, omettendo di dire che la piccina aveva una malformazione congenita e i genitori hanno lucrato dei soldi per questo sacrificio dai terroristi di Hamas. Che poi non sembra strano che in una zona di confine ad alto tasso di pericolosità dei genitori incoscienti portino una così piccola creatura esponendola in modo scriteriato a dei pericoli?

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Vera Pegna

E che dire di Vera Pegna, un’ebrea comunista che ha aderito anche al partito dei trinariciuti di Potere al popolo e che ritiene legittimo boicottare Israele, la quale ospite di “Quante storie” di Corrado Augias (che si definisce sionista, boh?) su Raitre a proposito dei fatti di Gaza afferma che le “sembra naturale che un popolo occupato da settant’anni organizzi la Marcia del ritorno” e giudica “infame” (ha usato proprio quest’aggettivo) lo spostamento dell’Ambasciata americana a Gerusalemme perché è “occupata” ed “è stata annessa contro ogni norma del diritto internazionale” e che “in pochi chilometri di metri quadri vengono ghettizzate due milioni di persone” come se fossero “in un campo di concentramento”. Affermazioni pesanti pronunciate senza contraddittorio in un orario di punta su una delle reti Rai. Un motivo in più per chiedere l’abrogazione del canone e la messa sul mercato della Rai.

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