Terzo venerdì di sangue

Israeli soldiers take position as Palestinians protest on the Israel Gaza Strip Border, Friday, April 13, 2018. (ANSA/AP Photo/Ariel Schalit) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.]

di Raffaello Binelli –

Va avanti la protesta dei palestinesi nell’ambito della “Grande marcia del ritorno” organizzata dal movimento islamico di Hamas per sei settimane. Questo è il terzo venerdì di protesta: l’obiettivo è rivendicare il “diritto al ritorno” di circa 700.000 palestinesi espulsi dalle loro terre o fuggiti dalla guerra che seguì la creazione di Israele nel 1948. Da quando la protesta è iniziata, lo scorso 30 marzo, hanno perso la vita 32 palestinesi.

epa06661256 Palestinian protesters watch Israeli army prepare a miliatry site in a preparation for next Friday protests, along the border between Israel and Gaza Strip, in the east Gaza City, 10 April 2018 (Issued 11 April 2018). On 30 March 2018 protests erupted on the occasion of Land Day near the border of Gaza and Israel, according to reports at least 30 people were killed, including one journalist, as Palestinians in Gaza organized a sit-in by the border with protests planned every Friday until 15 May, the day marking the 1948 war following the declaration of the state of Israel on 14 May 1948. Protesters plan to call for the right of Palestinian refugees across the Middle East to return to homes they fled in the war surrounding the 1948 creation of Israel. EPA/MOHAMMED SABER

Oggi la manifestazione è dedicata all’innalzamento della bandiera della Palestina e all’incendio della bandiera dello stato con la stella di David. Le forze di sicurezza israeliane non stanno a guardare. Lungo il confine della Striscia di Gaza hanno schierato i carri armati e posizionato i cecchini.

È di 112 feriti il bilancio delle manifestazioni in corso in cinque diverse località. Lo riferisce il ministero della Salute della Striscia, riportando che tra le persone colpite da proiettili e intossicate da gas ci sono anche diversi giornalisti e soccorritori.Le organizzazioni per i diritti umani varie volte hanno parlato di “risposta sproporzionata” e di uso della forza eccessivo da parte di Israele rispetto ai manifestanti palestinesi che hanno lanciato pietre o bombe molotov.

Palestinian protesters evacuate a wounded youth who was shot by Israeli troops during a protest at the Gaza Strip's border with Israel, Friday, April 13, 2018. Palestinians streamed on Friday to tent camps on Gaza's border with Israel for a third mass protest, amid concerns about more bloodshed after 27 Palestinians were killed and hundreds wounded by Israeli fire during the rallies in the preceding two weeks. (ANSA/AP Photo/ Khalil Hamra) [CopyrightNotice: Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.]

Il governo di Netanyahu risponde che in mezzo ai normali civili che protestano si nascondono i guerriglieri di Hamas, e a riprova di quanto asserito mostrano alcuni filmati.

Alcuni manifestanti palestinesi si sono riuniti vicino alla recinzione di confine tra la parte settentrionale della striscia di Gaza e Israele e hanno tentato di entrare nel territorio dello stato ebraico. L’esercito ha risposto con “metodi di dispersione antisommossa” e “proiettili veri”. Dalle prime luci del giorno al centro della striscia di Gaza, vicino al campo profughi di al-Bureij, almeno 50 manifestanti palestinesi si erano riuniti vicino alla barriera di confine con Israele, incendiando pneumatici e bandiere israeliane. L’esercito di Tel Aviv è intervenuto per disperdere i dimostranti.

La scorsa settimana quasi 20.000 palestinesi hanno manifestato lungo il confine tra Gaza e Israele, mentre la settimana precedente c’erano circa 30.000 manifestanti lungo la barriera di sicurezza che divide i due territori.

(Giornale)

 

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